Wedding Planner: una figura controversa

Rileggendo il 30esimo numero di una rivista di settore alla quale sono personalmente affezionata “White Sposa”, ho trovato un articolo molto interessante e non di parte, sulla mia attività: la Wedding Planner.

Dato che ho sempre pensato che l’informazione è la miglior forma di “rispetto” nei confronti dei miei clienti, ci tengo molto a riportare questo articolo che riesce ad esplorare pregi e difetti della mia professione con estrema trasparenza e semplicità.

From “White Sposa- the Vip issue”: Il matrimonio è lo specchio dell’anima di Sabrina Biancolin

“Il matrimonio è uno tra i giorni piu’ importanti della vita, di quelli che rimangono impressi nella memoria, dunque vorremmo che fosse un giorno perfetto, durante il quale tutto procede secondo i piani, senza intoppi nè imprevisti. Per questo ogni aspetto viene curato dai futuri sposi fin nel minimo dettaglio, anche con l’influenza di mode del momento che, in questo ambito come in molti altri, vengono spesso lanciate da personaggi famosi. Tra le abitudini rubate ai vip, si sta diffondendo sempre di piu’ quella di rivolgersi al wedding planner, ovvero a un professionista del matrimonio che si occupa di tutto, dai fiori al vestito, dagli addobbi alla location. Questo è sicuramente un modo per ridurre stress e ansie pre-matrimoniali (soprattutto voi future spose sapete bene di cosa sto parlando!) e per evitare inutili e, a volte, pesanti discussioni con la famiglia (anche perchè, se qualcosa dovesse andar storta, si può sempre dire: è tutta colpa del wedding planner!). Il rovescio della medaglia puo’ essere il rischio di depersonalizzare il matrimonio stesso, che invece dovrebbe essere il piu’ possibile una fedele rappresentazione del proprio io, della propria personalità, della propria storia di coppia, del proprio modo di essere tout court insomma. La persona cui vengono delegate le incombenze dei preparativi è sicuramente molto piu’ competente in materia, è piu’ informata sulle molteplici possibilità e mode del momento, e quindi da questo punto di vista, una persona di cui fidarsi completamente. D’altro canto è vero che il wedding planner non puo’ conoscere altrettanto bene i vostri gusti personali, i nostri desideri e bisogni piu’ profondi. Il consiglio che mi permetto di dare è quello di scegliere innanzitutto un wedding planner con il quale già da subito, “a pelle” come si suol dire, avvertiate un certo feeling, con il quale vi sentiate da subito a vostro agio; vi invito poi a sentirvi totalmente liberi di fare tutte le domande che vi salteranno in mente, di avanzare dubbi e perplessità sulle proposte che vi vengono fatte, di rifiutare le idee che non vi convincono fino in fondo, senza alcun timore (non vorrete mica fare la fine di una cara amica che, proprio in questi giorni, si è sposata con un abito color lavanda, colore che lei odia sin dall’infanzia, ma solo perchè ora è di moda?). In fondo quello di assumersi lo stress dei preparativi al vostro posto è il lavoro del wedding planner, no? Pensandoci, non sarebbe bello se esistesse un professionista di questo tipo da “torturare”, che si assumesse responsabilità al posto nostro anche di altre occasioni? No, in fondo in fondo credo di no..”

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