Li chiamano “Groomzilla” e sono i nuovi protagonisti del Wedding!

Il primo incontro con un “Groomzilla” l’ho avuto intorno a febbraio 2011 e non mi ero davvero resa conto che stavo seguendo una coppia capitanata da uno di loro…il primo caso italiano a quanto so’;) (Groomzilla: da Groom, sposo, e Godzilla). Vi chiederete di cosa sto parlando, e ve lo spiego subito: è un termine statunitense per definire il futuro marito che, stressato e vanesio (direi pù vanesio che stressato nel mio caso!), vuol essere, a tutti i costi, l’assoluto protagonista del matrimonio.
Pensate che al festival di Carmen Valley a San Francisco (Usa) hanno persino prodotto una ” Groomzilla Card”!
Già il numero di Elle Sposa di settembre ne perlava, con un editoriale carinissimo che vi riporto a fine pagina.

Pensate che il mio Groomzilla, MR S., è riuscito a spendere piu’ della consorte per il suo abito con addirittura 3 prove, ha scelto lui anche i fiori per il bouquet e la tonalità delle rose!
Forse siamo troppo abituati a vedere prevalere il volere delle future spose, per cui questo nuovo atteggiamento dell’uomo è un po’ inaspettato e nuovo, ma sono sempre dell’idea che prendere le decisioni insieme sia un buon allenamento per il futuro della coppia. Subire le decisioni del futuro marito o della futura moglie, nel lungo periodo non funziona e si rischia di non imparare a conoscersi a vicenda e di sfiorare il limite della sopportazione, anche per questo tante coppie non superano i primi anni di matrimonio.
Un buon allenamento alla mediazione ci aiuta a conoscere meglio l’altro, ad essere piu’ soddisfatti e più felici nel lungo periodo!
E care principesse, se doveste incontrarne uno..la storia che vi segnalo qui di seguito vi da uno spunto su come comportarvi!

“LA PRINCIPESSA E IL GROOMZILLA (tratto dall’editoriale di Eugenio Gallavotti pag. 31 di Elle Sposa di settembre 2011)

C’era una volta, in un Paese lontano lontano, una bellissima principessa. Mentre era seduta sulla sponda di un laghetto incontaminato, in un prato folto e sgargiante, vicino al suo castello, un ranocchio le saltò in grembo e le disse: “Elegante signora, io ero uno splendido principe finchè una strega cattiva non infieri su di me. Ma un tuo bacio romperebbe l’incantesimo e io tornerei a essere la magnifica creatura che sono. E poi, finalmente, ci potremo sposare”.
“Davvero?”, sospirò la principessa. “Cosi orneremo la chiesa di fiori d’aquilegia, bianchi e celesti, come ho sempre sognato..”.
“No, ci saranno i tulipani, gialli e rossi”, tagliò corto il ranocchio.
E allestiremo un grande banchetto, col profumo del mare: branzino al Rossese di Dolceacqua, rombo alla vaniglia di Tahiti, scampi Thermidor…”.
“Mia cara, sarà tutto a base di polenta. Concia, taragna e saracena.”
“E faremo un viaggio indimenticabile, in Oceania: le Vanuatu, Kiribati, Wallis & Futuna..”
“Tesoro, non posso certo rinunciare allo sci. Andremo sulle Alpi Glaronesi, nel cantone dei Grigioni. Vedrai, mi sarai grata per sempre”.
“Oh, capisco”.
“Allora, questo bacio?”
La principessa sollevò adagio lo sguardo. Le nuvole, adamantine, formavano corolle leggere. Sorrise delicatamente e rispose: “Mi dovrebbero ammazzare!”.

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