I Vantaggi di avere una Wedding Planner: 3 Esperienza e Cura del dettaglio

La professionalità in questo lavoro conta molto, non solo in termini di formazione professionale, ma proprio in termini di esperienza. In Italia la formazione dei wedding planner non è ancora a livello dei paesi anglosassoni, è spesso una cosa improvvisata, anche se tanti colleghi stanno mettendo a disposizione dell’insegnamento la loro esperienza e il loro know how.

Pensare di fare un corso di wedding planner in full immersion un week end e credere di aver imparato una professione è fuori da ogni logica. Lo stesso vale per le giovani ragazze che vogliono mettersi alla prova il giorno delle nozze imparando sulla loro pelle il lavoro. Per prima cosa bisogna tener presente l’aspetto emotivo, è come se un tatuatore alle prime armi decidesse di tatuarsi, certo è conscio che il risultato non potrà essere ottimale. Escludiamo ovviamente tutti quei professionisti che lavorano in ambito organizzativo e nell’ambito degli eventi: una solida base in questo senso è sicuramente di grande aiuto!

Pensate che ogni giorno imparo qualcosa di utile per il mio lavoro e la formazione sul campo non ha davvero nulla a che vedere con la teoria. L’esperienza ci rende davvero dei veri professionisti in grado di superare qualsiasi situazione con disinvoltura.

Una brava wedding planner valorizzerà correttamente il vostro matrimonio, evitando di cadere in ambientazioni inflazionate o nella banalità.

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I Vantaggi di avere una Wedding Planner: 2 Controllo e Bilanciamento del budget

Tra i trucchi del mestiere di una brava wedding plenner ne esiste uno davvero importante: il “dosatore” di budget. Scoprirete, infatti, che se sapete valorizzare determinati dettagli di rilievo, potrete tranquillamente risparmiare su altri che non necessitano di essere esaltati.

Solo grazie ad una oculata allocazione del Budget, si riesce a gestire in maniera adeguata il progetto matrimoniale. Vi potrò sembrare troppo pragmatica, ma parliamo davvero di un progetto importante che deve essere seguito in maniera dettagliata. Lo scopo è sicuramente quello di evitare sprechi di tempo e di risorse e di rimanere il piu’ possibile entro il budget che i nostri clienti hanno destinato al giorno delle loro Nozze.

La Creatività parte dai Colori

Potrà sembrarvi banale, ma è davvero cosi e semplifica tantissimo le cose. Parlando con diverse coppie mi è capitato spesso che non avessero assolutamente nessuna idea del tema che avrebbero scelto per il loro matrimonio. Partire dai colori aiuta, i colori che scegliamo dicono già inconsciamente quello che vogliamo e come siamo o vorremmo essere quel giorno.

Partire dal colore rende piu’ semplice tutto ed evita di farvi perdere il “fil rouge” che vi accompagnerà per tutta la fase dell’organizzazione. Spesso noi italiani ci limitiamo alla scelta di un solo colore, ma l’esperienza americana nel settore ci insegna che abbinamenti di colori particolari sono capaci di suscitare delle bellissime sensazioni e rendere il nostro matrimonio davvero particolare e frizzante.

Vi mostrerò alcuni abbinamenti che adoro particolarmente e che sono allo stesso tempo romantici moderni e poco utilizzati in Italia. Un po’ di novità non ci faranno certo male!

Le partecipazioni: le regole per non sbagliare mai

E’ giunto il momento di parlare delle ” partecipazioni” , spesso ne sottovalutiamo l’importanza, ma vi spiegherò come piccoli accorgimenti saranno utili agli invitati per avere piu’ informazioni possibili in merito al tono della cerimonia.

Parliamoci chiaro, abbiamo preso una decisione importante, e dobbiamo comunicarla in maniera consona!

Per prima cosa è necessario stendere l’elenco degli invitati, tenete sempre presente che bisognerebbe fare un calcolo per eccesso del 20% in piu’ della quantità preventivata, onde poter essere pronti a qualsiasi evenienza.

La tradizione vuole la carta bianca o avorio, i caratteri in stampatello o corsivi e l’annuncio da parte dei genitori, sempre piu’ spesso però le coppie convivono già ed è piu’ coerente fare l’annuncio in prima persona. La semplicità prima di tutto!

FORMATO: 12,5 x 16,5 cm

CARTA: La tradizione vuole la carta bianca o avorio, ma potete scegliere tra un infinità di varianti: carta cotone, carta tagliata a mano, carta aquarello, carta “kozo” lavorata artigianalmente con petali di fiori o foglie a vista, ma ricordate sempre che è importante rimanere nei limiti del buon gusto.

CARATTERI: nei matrimoni piu’ formali è preferito il corsivo nei colori grigio e seppia, ma se preferite ed è coerente con il “font” selezionato, potete scegliere anche di utilizzare colori come il blu, il verde, il bordeaux e seguire in questo modo il colore tema del vostro ricevimento di nozze.

ORGANIZZAZIONE DELLA PARTECIPAZIONE: per tradizione i genitori degli sposi annunciano le nozze dei rispettivi figli, lei a sinistra, lui a destra. Le madri compaiono dopo il padre, con il cognome da coniugate e con quello da nubili. Al centro del biglietto, il luogo e l’ora della cerimonia; in basso a sinistra e a destra, l’indirizzo di lei e quello di lui; al centro, quello della futura residenza. Importante: gli sposi devono annunciare il matrimonio direttamente quando hanno superato i trent’anni, se i genitori sono divorziati, al secondo matrimonio.

TEMPI: le partecipazioni vanno scelte non appena decisa la data e il luogo della cerimonia e del ricevimento. Solitamente vengono spedite o consegnate a mano almeno due mesi prima delle nozze.

BUSTE: rigorosamente scritte a mano con una bella calligrafia.

Esigete sempre una bozza per verificare che tutto sia corretto e per evitare spiacevoli sorprese a lavoro fatto. Non mi stancherò mai di ricordarvi che le partecipazioni dovranno essere in linea con il tono della cerimonia e del ricevimento e che il buon gusto deve essere sempre tenuto in seria considerazione. La semplicità prima di tutto!

COME SCRIVERE I NOMI DEI DESTINATARI:

se indirizzate ad una sola persona: Gentilissima Sig.ra Laura Arpino

se indirizzate a una coppia: Gentilissimi Signori Cesare e Gabriella Riva

se è anche per i figli inviarne una a nome loro: Gentilissimi Mattia, Marcello e Tommaso Della Mora

se non si conosce il nome della consorte: Gentilissimo Signor Giulio Leotta e consorte oppure Gentilissimi Signori Leotta

GLI INVITI: vanno stampati nello stesso stile delle partecipazioni, in formato ridotto ed inseriti nella stessa busta. Oltre al luogo, bisogna aggiungere in basso a destra la formula R.S.V.P. (Répondez s’il vous Plait) oppure “E’ gradita gentile conferma”, in modo che l’invitato confermi la propria presenza.

Per un risultato eccellente è sempre opportuno dare una continuità allo stile degli annunci abbinando i menu, i segnaposti, i libretti della cerimonia religiosa ed i ringraziamenti da spedire al ritorno del viaggio di nozze.

Il matrimonio con il rito Civile

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La scelta del rito civile, negli ultimi anni, è sempre più frequente. La celebrazione è molto breve rispetto al rito religioso. Anche per il matrimonio celebrato in municipio al cospetto dell’Ufficiale dello Stato civile, gli inviti avvengono attraverso l’invio formale delle partecipazioni.

Il matrimonio civile, è solitamente molto più breve di quello religioso, ma gli può essere conferita una certa solennità dato che, spesso, il municipio, è ospitato in un palazzo storico e la sala in cui si svolge la cerimonia può essere di notevole bellezza.

IL RITO

Il rito civile è molto breve ed essenziale: in una ventina di minuti, gli sposi affiancati dai testimoni si dispongono di fronte al sindaco o a un Ufficiale di Stato Civile appositamente incaricato che legge gli articoli 143-144-147 del Codice Civile, rivolge la tradizionale domanda “Vuoi tu…” sia a lui che a lei, porge gli anelli per lo scambio, firma e fa firmare agli sposi e ai testimoni il registro comunale.

IL RUOLO DEI TESTIMONI

Secondo la legge, i testimoni, maggiorenni, devono essere almeno due, uno per la sposa e uno per lo sposo, ma nulla vieta che siano quattro o sei. Il loro ruolo non è solo formale, ma anche simbolico, per questo vanno scelti tra le persone – amici o parenti – particolarmente vicine alla coppia. Tra i loro compiti, quello di consegnare le fedi nuziali al celebrante il giorno del matrimonio e quello di firmare l”atto di matrimonio, insieme agli sposi, alla fine della celebrazione.

COMUNIONE O SEPARAZIONE DEI BENI

Con la celebrazione del rito civile gli sposi devono decidere anche il loro regime patrimoniale: devono comunicare se intendono scegliere la comunione o la separazione dei beni. Nel caso in cui non venga fatta alcuna richiesta, risulta d’ufficio che la coppia ha scelto la comunione dei beni: tutti i beni acquistati dopo il matrimonio diventano di proprietà di entrambi.

Wedding Planner: una figura controversa

Rileggendo il 30esimo numero di una rivista di settore alla quale sono personalmente affezionata “White Sposa”, ho trovato un articolo molto interessante e non di parte, sulla mia attività: la Wedding Planner.

Dato che ho sempre pensato che l’informazione è la miglior forma di “rispetto” nei confronti dei miei clienti, ci tengo molto a riportare questo articolo che riesce ad esplorare pregi e difetti della mia professione con estrema trasparenza e semplicità.

From “White Sposa- the Vip issue”: Il matrimonio è lo specchio dell’anima di Sabrina Biancolin

“Il matrimonio è uno tra i giorni piu’ importanti della vita, di quelli che rimangono impressi nella memoria, dunque vorremmo che fosse un giorno perfetto, durante il quale tutto procede secondo i piani, senza intoppi nè imprevisti. Per questo ogni aspetto viene curato dai futuri sposi fin nel minimo dettaglio, anche con l’influenza di mode del momento che, in questo ambito come in molti altri, vengono spesso lanciate da personaggi famosi. Tra le abitudini rubate ai vip, si sta diffondendo sempre di piu’ quella di rivolgersi al wedding planner, ovvero a un professionista del matrimonio che si occupa di tutto, dai fiori al vestito, dagli addobbi alla location. Questo è sicuramente un modo per ridurre stress e ansie pre-matrimoniali (soprattutto voi future spose sapete bene di cosa sto parlando!) e per evitare inutili e, a volte, pesanti discussioni con la famiglia (anche perchè, se qualcosa dovesse andar storta, si può sempre dire: è tutta colpa del wedding planner!). Il rovescio della medaglia puo’ essere il rischio di depersonalizzare il matrimonio stesso, che invece dovrebbe essere il piu’ possibile una fedele rappresentazione del proprio io, della propria personalità, della propria storia di coppia, del proprio modo di essere tout court insomma. La persona cui vengono delegate le incombenze dei preparativi è sicuramente molto piu’ competente in materia, è piu’ informata sulle molteplici possibilità e mode del momento, e quindi da questo punto di vista, una persona di cui fidarsi completamente. D’altro canto è vero che il wedding planner non puo’ conoscere altrettanto bene i vostri gusti personali, i nostri desideri e bisogni piu’ profondi. Il consiglio che mi permetto di dare è quello di scegliere innanzitutto un wedding planner con il quale già da subito, “a pelle” come si suol dire, avvertiate un certo feeling, con il quale vi sentiate da subito a vostro agio; vi invito poi a sentirvi totalmente liberi di fare tutte le domande che vi salteranno in mente, di avanzare dubbi e perplessità sulle proposte che vi vengono fatte, di rifiutare le idee che non vi convincono fino in fondo, senza alcun timore (non vorrete mica fare la fine di una cara amica che, proprio in questi giorni, si è sposata con un abito color lavanda, colore che lei odia sin dall’infanzia, ma solo perchè ora è di moda?). In fondo quello di assumersi lo stress dei preparativi al vostro posto è il lavoro del wedding planner, no? Pensandoci, non sarebbe bello se esistesse un professionista di questo tipo da “torturare”, che si assumesse responsabilità al posto nostro anche di altre occasioni? No, in fondo in fondo credo di no..”