Calabria: La Jolie Estetica e Benessere

Per lavoro mi capita spesso di girare l’italia e grazie a M. che ha scelto la calabria per le sue nozze ho avuto modo di rendermi conto che anche qui ci sono professionisti seri che operano con macchinari di ultima generazione per sviluppare percorsi di bellezza innovativi.

Oggi vorrei parlarvi di un centro estetico “La Jolie” che si trova in un paesino della provincia di Crotone, Castelleone. Per ulteriori informazioni vi consiglio di visitare il sito.

La titolare, Beatrice Carli ha ideato e sviluppato un interessante: “Mente Sana in Corpo Sano”, un percorso innovativo basato su corsi mirati che, relazionando l’educazione alimentare all’aspetto psicologico sempre più importante nella vita stressante di oggi, aiutano il paziente a perseguire con maggiore facilità il raggiungimento e il mantenimento di un vero benessere fisico e psicologico.

Come cominciare a curare la propria alimentazione?

Si inizia con un appuntamento con un esperto, bisogna sapere che è consigliabile portare un diario con le vostre abitudini alimentari in modo da presentare un quadro chiaro allo specialista durante la visita. In base alle vostre caratteristiche biochimiche e personali e tenendo conto anche delle esigenze soggettive (stile di vita) l’esperto elaborerà un piano alimentare equilibrato. A supportare lo specialista in alimentazione nell’identificazione della dieta corretta ci sono strumenti come il test delle intolleranze, che aiutano il nutrizionista a identificare le sostanze male accettate dall’organismo. Le intolleranze possono essere identificate sia tramite le analisi del sangue che con il Vega Test. Quest’ultimo è uno strumento diagnostico innovativo e poco invasivo, utile per misurare il livello energetico degli organi ed esaminare la risposta dell’organismo agli alimenti e anche ai farmaci omeopatici. In questo modo si possono identificare eventuali organi intossicati o poco efficienti e perfino rilevare l’età biologica dell’organismo.

E se il fisico ha bisogno di aiuto?

Il problema piu grande che le donne hanno a causa della sedentarietà e del lavoro d’ufficio è la cellulite e “La Jolie” ha deciso di affrontarlo con un macchinario esclusivo della Mantis in esclusiva, MR991.
L’applicazione di Mantis per la cellulite è piacevole, rilassante e naturale e agisce su tutto l’organismo, producendo un forte stato di benessere e di rigenerazione cellulare. Le quattro forze di MR991 sono i suoi quattro manipoli concepiti per i trattamenti anticellulite su diverse parti di corpo e viso.
Il manipolo più grosso, costituito da rulli che si muovono in varie direzioni, un sistema di aspirazione pulsata ed un sistema CMPS. È destinato al trattamento delle zone del corpo più ampie, come glutei e cosce, per una copertura ottimale. Con Maxenergy, costituito da un particolare e potente impianto CMP in grado effettuare una terapia d’urto sui pannicoli adiposi ottenete la riduzione degli accumuli di grasso. Attraverso un endomassaggio magnetico che agisce specificatamente sul tessuto connettivale si ristabilisce l’irrorazione vascolare e quindi la riattivazione sanguigna e linfatica, favorendo gli scambi metabolici. Inoltre, stimolando gli adipociti, il processo di eliminazione del grasso aumenta in modo significativo. L’endomassaggio consiste in un’aspirazione della cute, combinata con un’azione di rotolamento e srotolamento della plica cutanea, sulla quale è possibile agire con frequenza e potenza differenti, in base al livello di gravità dell’inestetismo o della problematica fisica su cui occorre intervenire.

Soluzioni che in poco tempo danno risultati eccezionali.

Uno dei trattamenti corpo contemporanei più apprezzati è il Thalaxoterm una sorta di guscio di vapore che in uno spazio ridotto ed estremamente confortevole riesce a restituire tutti i benefici di una vera spa, con qualche vantaggio in più a livello di comfort. Provando una seduta, dopo brevissimo tempo, i benefici del trattamento sono evidenti e si traducono in una pelle più elastica e luminosa, un corpo purificato dalle tossine, il miglioramento della circolazione e l’aumento delle prestazioni metaboliche, connesso alla possibilità di dimagrire più velocemente.

Praticità d’utilizzo
Il Thalaxoterm ti avvolge in un bagno di vapore per accompagnarti nelle varie fasi tipiche degli hammam senza cambi di location e bagni freddi. Dal trepidarium, con il vapore che avvolge il corpo a basse temperature, si passa direttamente al calidarum, o fase del calore, dove vengono eliminate le tossine tramite la sudorazione. Attraverso il frigidarium il corpo, purificato, torna alla sua temperatura normale.

Grande flessibilità
La culla di vapore rende possibile una vasta gamma di trattamenti in una sola sede. Si presta al bagno di vapore shock strong da 40°, 42° o 44 gradi; a programmi anticellulite e dimagranti fino a 50°; al bagno di fango e di alga anticellulite; al bagno di fieno drenante e detox per l’eliminazione delle tossine e l’apporto di benefici alla schiena.

Un trattamento intensivo, mai invasivo
Rispetto al bagno turco, che è raccomandato dai 10 ai 20 minuti al massimo in quanto rischia di abbassare troppo i livelli di pressione sanguigna, il Thalaxoterm non ha nessuna controindicazione di questo genere: durante il trattamento la testa viene mantenuta all’esterno del bagno di vapore e quindi respirerai aria a temperatura ambiente. Una seduta di Thalaxoterm può durare fino a sessanta minuti, offrendo quindi un trattamento corpo intensivo e dai risulti più efficaci in una sola seduta.

Se decidete di fare una vacanza disintossicante o se tornate in calabria a fare incetta di buona cucina sappiate che potete pensare anche al vostro benessere in vacanza! Anzi i momenti di relax sono i momenti migliori per perdere i vizi alimentari e dedicarsi al benessere del proprio corpo!

Trovate La Jolie su

 

Trattamento-Mantis-localizzato-La-Jolie

thalaxoterm-La-Jolie2

<img src="https://buzzoole.com/track-img.php?code=G42ST576CLPHWTNRI3LO" alt="Buzzoole" />

Wedding Breakfast: Stresa

Il tempo è volato in fretta, sembra ieri il 24 maggio quando si è tenuto il quinto Wedding Club, l’appuntamento che quest’anno sta girando l’Italia, con lo scopo di riunire i migliori esperti del settore del wedding per discutere di tematiche specifiche. Avevo partecipato con grande entusiasmo al primo a Milano, ma questo è stata in  assoluto l’edizione piu’ interessante e scenografica. Sarà che man mano che gli appuntamenti si moltiplicano e cresce il seguito dell’evento, l’organizzazione migliora, ma mi sento veramente di poter fare i complimenti a tutti per la realizzazione di questo Wedding Breakfast a Stresa.

Quest’edizione organizzata da Simona Spinola di Zankyou, dalla wedding e event planner Elena Renzi  e da Ivan Quaglia, Sales & Marketing Manager della pittoresca Villa e Palazzo Aminta ,un resort di lusso circondato da lussureggianti giardini, affacciato sul golfo delle Isole Borromee.

I temi di questa edizione sono stati veramente interessanti: il Made in Italy e il Wedding Tourism, argomenti attuali e di grande coinvolgimento per tutti i professionisti.

Grazie all’ufficio del Turismo del Distretto Laghi abbiamo avuto dei dati molto interessanti: il 76% dei turisti che ogni anno visitano il Lago sono stranieri e il numero dei matrimoni dell’area è aumentato, un potenziale enorme per il Wedding Tourism. Chi visita queste aree se ne innamora e desidera poi organizzare qui il proprio matrimonio.

Una delle novità di questo Wedding Breakfast è stata anche la partecipazione di Luca Busetto della redazione di Chi, dalla quale è nato “Chi Matrimoni“, edito da Mondadori, un iniziativa tutta Made in Italy per dare agli sposi un vero “Chi” dedicato alle loro nozze, con tanto di fotografo delle star e giornalista dedicato per la giornata. Un progetto molto interessante del quale vi parlerò piu’ approfonditamente in un articolo dedicato.

Il momento che amo di più è quello della tavola rotonda, che purtroppo anche quello piu’ breve. Sono stati molti gli interventi, tra cui anche il mio per sottolineare l’importanza per noi professionisti della buona conoscenza della lingua inglese. Se parliamo di clienti stranieri bisogna essere preparati: sulle tradizioni del paese di appartenenza dei clienti e sulla lingua. Sono intervenute la fantastica Natalia Kulikova esperta di bridal di nazionalità russa, parlando dell’importanza delle collaborazioni tra esperti, Diana da Ros che ha portato la sua esperienza di collaborazione con professionisti esteri a Bali, Bianca Trusiani che ha sottolineato l’importanza di offrire alle coppie sempre il meglio della nostra terra, Elena Renzi che ci ha portato la  sua esperienza legata alla valorizzazione dei rituali e giochi all’interno delle nozze di una sua coppia di sposi. Monia Re ha sollevato il problema della mancanza di fornitori all’altezza delle richieste degli stranieri in alcune zone dello stivale, parliamo soprattutto di arredi e forniture meno comuni, che devono essere noleggiate nelle grandi città a costi magari molto alti. Elisa Mocci ha poi parlato della sua esperienza in sardegna con le coppie di stranieri e delle problematiche logistiche e dei limiti oggettivi che ha riscontrato per poter offrire un servizio eccellente alla sua clientela e valorizzare sempre di piu’ il Made in Italy. Significativa l’esperienza di Elisabetta Bilei che sostiene che il Veneto non sia solo ed esclusivamente Venezia, a maggior ragione considerandone oggettivamente i limiti, dai costi ai collegamenti. Lo scambio tra i wedding planner presenti in sala tocca poi un punto delicato con Monica Ferraris e Silvia Maffeis: molti i contratti approssimativi, dovuti a un buco legislativo da colmare.

Si è poi parlato di professionisti improvvisati e di corsi di dubbia serietà che ormai invadono il mercato italiano, facendo crescere giovani principianti che si presentano come professionisti alle coppie italiane ed estere e rovinando il buon nome della professione.

Mi scuso anticipatamente se non ho dato a ciascun collega il giusto spazio, segnalando anche il nome della società, ma sono tutti noti professionisti del settore e troverete tutti i riferimenti a piè di pagina. Mi interessa piu’ di tutto parlare della sostanza di questo meeting e dei numerosi argomenti sollevati, che mi piacerebbe un giorno fossero affrontati con piu’ tempo a disposizione.

Non potete immaginare che onore sia dopo anni di duro lavoro poter essere invitata a queste giornate di confronto, dove sento che sempre piu’ spesso si parla di collaborazione, sinergia e aiuto reciproco, parole che, per me erano all’ordine del giorno provenendo da un imprinting americano o comunque piu’ anglosassone, e che per tanti hanno pensavo non esistessero nella realtà italiana. Per cui grazie a tutti, agli organizzatori e a tutti coloro che sono intervenuti e che hanno rinunciato ad una mezza giornata di lavoro per poter essere presenti. Voglio pensare che lo abbiano fatto perchè come categoria professionale possiamo crescere tutti, perchè siamo tutti diversi e con grande potenzialità e la “collaborazione” è l’arma vincente per poter lavorare e vivere meglio.

***

Time flow so fast, it seems yesterday that I have attended the fifth Wedding Club in Stresa the 24th May, this event is very important because of his aim to bring together the best experts in the wedding industry, to discuss specific issues. I had been very enthusiastic about the first Milanese edition, but this in Stresa was more interesting and well organized! This edition has been organized as always by Simona Spinola of Zankyou, this time with the help of the wedding and event planner Elena Renzi and by Ivan Quaglia, Sales & Marketing Manager of the picturesque Villa and Palazzo Aminta, the luxury resort surrunded by lush gardens overlooking the Gulf of the Borromean Islands.

The themes of this edition were really interesting: Made in Italy and Wedding Tourism and they create great engagement for all professionals.

Thanks to the Lake District Tourism Office, we had very interesting data: 76% of the tourists visiting the Lake every year are foreigners and the number of  destination weddings requests in the area was very hight and is increasing, a huge potential for the Wedding Tourism in Italy. Those who visit these areas fall in love with the region and want to organize their wedding here.

One of the guest of the Wedding Club was Luca Busetto from the marketing and editorial office of “Chi Matrimoni” a new spin-off of an italian well know magazine Chi, published by Mondadori, a made in Italy initiative to give bride and groom a real magazine dedicated to their wedding, with the photojournalist of the Stars (Massimo Sestini  photography Agency) and a dedicated journalist for the day. A very interesting project for the italian market (that is why I will write an article explaining you every single detail about the project).

The moment that I love the most in these meetings is the moment of the discussions, which unfortunately is also the shortest one. There have been many interventions, including my own to emphasize the importance for all professionals who works with foreigners of  a good knowledge  of the English language. If we have foreign customers, we must be prepared: on the habits and traditions of the country of our customers. The fantastic Natalia Kulikova, a russian bridal expert, spoke of the importance of collaborations between experts, Diana da Ros, who brought her experience of working with foreign professionals in Bali, Bianca Trusiani, who spoke about the importance of offering the best solutions and the best from our home land. Elena Renzi, who brought us her experience of enhancing rituals and traditional games during foreigners weddings. Monia Re raised the issue of the lack of the suppliers at the request of foreigners in some italian areas, referring to furniture and less common supplies that must be hired in towns like Rome or Milan at very high costs. Elisa Mocci, then talked about her experience in Sardinia with the pairs of  foreigners and the logistical problems and the objective limits she has found in order to offer excellent services to her clientele and to make more use of the Made in Italy. Significant is the experience of Elisabetta Bilei who notes that the region “Veneto” is huge and very nice, and it is not all about Venice, who has its limits, costs and connections.

The exchange between the wedding planners touches a delicate point with Monica Ferraris and Silvia Maffeis: many approximate contracts, due to a legislative hole to be filled! We also taked about improvised professionals and dubious serious courses that now invade the italian market by raising young beguinners who pretend to be professionals to the italian and foreign couples and ruin the good name of the profession.

It was an honor after years of hard work to be invited at the Wedding Club for this moment of confrontation, where I felt that there is always more the need of cooperation, synergy and mutual help. Thanks to everyone: to the organizers and to all those who have intervened and who have given up half day of work to join this event. I Think we have the potential as professional category to grow up and “collaboration” is the winning weapon to work and live better.

152 - _1GB1992141 - _2GB1050080 - _1GB1917202 - _2GB1421196 - _2GB1361215 - _2GB1499222 - _2GB1543236 - _2GB1608176 - _2GB1255171 - _2GB1225032 - _2GB0428237 - _1GB2095270 - _2GB1833340 - _2GB2549275 - _1GB2104105 - _2GB0820306 - _1GB2147184 - _1GB2075010 - _2GB0355079 - _1GB1912005 - _2GB0331

055 - _2GB0608

Ecco qui la lista dei professionisti del settore wedding presenti:

Elisa Mocci, Natalia Kulikova, Angelo Garini, Monia Re, Ornella d’Angelo, Elisabetta Maffei, Diana da Ros, Armando de Nigris, Love in Portofino, Ilde Garritano, Nataly Olmetti, Valerio Schonfeld e Bianca Trusiani, Monica Ferraris, Silvia Maffeis  Floriana ed Elisa de Il Ghirigoro Bottega, Anna Rosso, Maria Laura Piva, Ilaria Badalotti, Lucia Boriosi, Irene Nicolosi,   Emanuela di White Tulipa.

Barbara e Andrea di Click e Chic, Azzurra di Lorenzo, Elisabetta Polignano, Domo Adami, Melania Fumiko, Riccardo Barattia – Antési Milano, Luca Busetto – Chi MatrimoniGiuliano Galli, General Manager del FAI per la provincia di Como, Laura Caccia e Susanna Blazenck, Enrica Manelli – Brides.com, Silvia Selmo – Villa Crespi, Enrico Odetti – Castello Malaspina Varzi, Isabella de Rorre – Direttore Responsabile the WProject , Francesca Favotto per Vanity Fair, Elena Schillaci

Alla bellezza di questo evento hanno collaborato:

Cosa Scrivere sulle Buste delle Partecipazioni

In passato era la famiglia della futura sposa che scriveva la lista degli invitati, con l’aiuto della famiglia di lui. Oggi, sono i futuri sposi che decidono il numero degli invitati e si occupano delle partecipazioni.

Se siete ligi al galateo le buste devono essere scritte a mano in bella calligrafia, in inchiostro blu o nero e meglio se con una penna stilografica. I nomi e gli indirizzi vanno scritti a destra, sotto il francobollo.

Bisogna assolutamente evitare i titoli professionali, onorifici o di studio, sono leciti unicamente i titoli nobiliari veri e quelli dei militari graduati in carriera.

Le formule per la scrittura dei destinatari sono:

  • Gentilissimo Signor Nome Cognome – per una sola persona;
  • Gentilissimi Signori Nome femminile e Nome maschile e cognome – per le coppia sposate;
  • Gentilissimi Nome Cognome maschile e Nome Cognome femminile – per le coppie di fidanzati;
  • Gentilissimi Nome Cognome e Signora o Gentilissimi Signori Cognome – se non si conosce il nome della moglie;
  • Gentilissima Famiglia Cognome – per tutta la famiglia (sono invitati tutti i componenti). Se invece volete invitare soltanto alcuni membri della famiglia ma volete annunciare le nozze anche agli altri, dovrete spedire due partecipazioni differenti.

Seguire queste piccole regole vi permetterà di evitare fraintendimenti che potrebbero escludere involontariamente persone che realmente desiderate partecipino al matrimonio, e di includere erroneamente persone che non volete invitare.

partecipazioni di nozze, partecipazione di matrimonio, partecipazionepartecipazioni di nozze, partecipazione di matrimonio, partecipazionepartecipazioni di nozze, partecipazione di matrimonio, partecipazione

Pictures by Bottega53

Può anche interessarti l’articolo Cosa scrivere nelle partecipazioni

<img alt=’buzzoole code’ src=’https://buzzoole.com/track-img.php?code=1ece91e849079380e1f404f7f4ba7a53&#8242; />

Cosa scrivere nelle partecipazioni

Visto che tante amiche mi segnalano che le informazioni sul tema non sono mai troppo chiare ed esaustive, ho deciso di rispondere ad alcune delle domande che mi avete segnalato tramite questo articolo. Dopo averlo letto poi fatemi anche sapere se queste notizie vi sono state utili.

A seconda dello scopo che hanno, le partecipazioni si dividono in 3 macroclassi:

  • ANNUNCIO DI MATRIMONIO
  • ANNUNCIO DI MATRIMONIO CON INVITO AL RICEVIMENTO
  • ANNUNCIO DI MATRIMONIO A NOZZE AVVENUTE

ANNUNCIO DI MATRIMONIO nasce come convocazione alla cerimonia: solitamente viene fatto pervenire a parenti lontani, colleghi di lavoro, vicini di casa, amici che si frequentano poco ed ex compagni di studio

ANNUNCIO DI MATRIMONIO CON INVITO AL RICEVIMENTO si tende a distinguere la convocazione alla cerimonia (annuncio) con l’invito al ricevimento quando non tutti gli invitati in chiesa parteciperanno anche alla festa di nozze.

ANNUNCIO DI MATRIMONIO A NOZZE AVVENUTE
si opta per questa soluzione a nozze avvenute quando si opta per una cerimonia molto intima, ma si vuole comunicare il lieto evento.

Qui di seguito vi segnaliamo alcuni esempi tra i quali potrete scegliere la forma piu’ consona allo stile delle vostre nozze. Vi ricordo che se optate per uno stile questo va sicuramente ripreso nelle partecipazioni, sia in termini di tema che di formalità/informalità per essere sempre il piu’ coerenti possibili con le vostre scelte e non generare confusione nell’ospite.

COSA SCRIVERE: ESEMPI

  • STILE CLASSICO E FORMALE

Partecipazione classica per un matrimonio civile/religioso con annuncio degli sposi
A sinistra nome e cognome dello sposo, a destra nome e cognome della sposa; di seguito la data e la sede del matrimonio.

Nome Sposo Nome Sposa
Annunciano il loro matrimonio
Luogo, data
Chiesa (Comune)
ore
Indirizzo dove risiederanno gli sposi
Indirizzo web del sito del matrimonio
Indirizzo dello sposo Indirizzo della sposa
Esempio di partecipazione di matrimonio annunciata dagli sposi

*potete sostituire questa dicitura con:

-Con grande gioia vi annunciamo il nostro matrimonio
– Annunciano le proprie nozze
– Annunciano il proprio matrimonio
– Si uniranno in matrimonio
– Ci sposiamo!
– Finalmente ci sposiamo!
Frasi più easy e briose sono:
– Volete sapere la novità? Ci sposiamo il…
– Abbiamo deciso: è ora di sposarci! Volete sapere dove?
– Ci sposiamo, venite anche voi?
– Prendete nota, ci sposiamo il… e non potete assolutamente mancare!

Se avete già un bimbo/a potete optare per la formula:

Nome e Cognome del Bambino/a

è lieto di annunciare il matrimonio di papa’ e mamma

Nome Sposo Nome Sposa
Luogo, data
Chiesa (Comune)
ore
Indirizzo sposi
cellulare sposo cellulare sposa
Esempio di partecipazione di matrimonio annunciata dal figlio/i

Partecipazione tradizionale per un matrimonio religioso (in disuso)
I genitori annunciano il matrimonio dei rispettivi figli; le signore fanno seguire al cognome da coniugate quello da nubili.

Nome e cognome padre e madre sposa
annunciano il matrimonio
della figlia
Nome Sposa conNome Sposo
Nome e cognome padre e madre sposo
annunciano il matrimonio
del figlio
Nome Sposo conNome Sposa
Luogo, data
Chiesa (Comune)
ore
Indirizzo sposi
Indirizzo genitori sposo Indirizzo genitori sposa
Esempio di partecipazione di matrimonio annunciata dai genitori

Gli sposi non possono essere annunciati dai propri genitori solo in questi casi: se sono al secondo matrimonio, quando hanno una certa età, quando hanno i genitori divorziati che non si frequentano più, quando non vogliono rendere nota la propria situazione familiare.

Partecipazione con uno dei genitori vedovo
Il coniuge rimasto/a vedovo/a partecipa il matrimonio del figlio/a; formula classica per i genitori della findanzata/o.

Partecipazione con madre vedova risposata
Annuncia il matrimonio con il secondo marito, affiancando il cognome da nubile a quello del secondo marito; la figlia avrà il cognome paterno.

Partecipazione con genitori divorziati amichevolmente
Entrambi annunciano il matrimonio, la madre solo con il cognome da nubile.
Se i rapporti tra i genitori sono difficili, annuncerà il matrimonio solo il genitore al quale è stato affidato legalmente il figlio.

CASI PARTICOLARI

Partecipazione con uno dei due sposi senza genitori
Se la sposa è senza genitori, saranno il fratello o gli zii ad annunciare (lo stesso vale per lo sposo, con la diffrenza che per lui annuncerà la sorella o la zia); nell’annuncio con gli zii, la sposa o lo sposo avrà il cognome paterno.

Partecipazione per matrimonio celebrato da alto prelato
Genitori della sposa a sinistra, genitori dello sposo a destra, data e luogo della cerimonia e: “La benedizione nuziale verrà impartita a (città) da S.E.R. Monsignor (nome e cognome dell’officiante), (titolo) di (città).

Partecipazione a matrimonio avvenuto
Marito e moglie annunciano il loro matrimonio, indicando quando e dove è avvenuta la cerimonia.

 

IMPORTANTE

Se avete un amico o un parente che si propone come persona di riferimento, potete inserire il suo numero di telefono sul biglietto e designarlo referente per coloro che non riuscissero a raggiungere la chiesa o il ristorante.

Se fosse richiesto un abbigliamento specifico, è bene che gli sposi lo comunichino sulle partecipazioni.

Ricordate che nella stesura dell’invito vanno omessi titoli e onorificenze. Le uniche consentite sono quelle di grado militare.

ESEMPIO DI INVITO

Dopo la cerimonia

Nome Sposo e Nome Sposa
saranno lieti di salutare
parenti e amici presso*

Luogo Ricevimento

                                                                                  R.S.V.P
*potete anche sostituire la frase in grassetto con queste frasi:
– dopo la cerimonia riceveranno parenti e amici presso
– intratterranno parenti ed amici
– saranno lieti di intrattenere parenti ed amici
– saranno lieti di ricevere ………………… (nomi degli invitati)
– gli sposi vi invitano a festeggiare,brindare e ballare fino alle prime luci dell’alba
partecipazione matrimonio,partecipazione di nozze, testi partecipazionepartecipazione matrimonio,partecipazione di nozze, testi partecipazione

Pictures by BOTTEGA53

Può interessarti anche l’articolo Cosa Scrivere sulle Buste delle Partecipazioni.

Ethical Manifesto

Sento spesso parlare di “etica”, ma non ne ho mai sentito parlare qui in Italia per quanto riguarda il mio lavoro, anzi, mi piacerebbe parlarne di piu’ e poi passare dalle parole ai fatti. Leggendo la mia home di facebook oggi sono rimasta colpita da un messaggio di rassegnazione e impotenza lanciato da una conoscente che si è sempre distinta per il romanticismo e i grandi ideali, una persona che con il suo lavoro “può tanto” perchè educa i bambini piu’ piccoli, accompagnandoli con le loro famiglie a compiere i primi passi verso quel favoloso percorso chiamato “crescita”. Per lei, per me e soprattutto per tutti Noi, ci tengo tanto a scrivere oggi, un post dedicato ad un argomento assai delicato.

Quanto siamo importanti per il cambiamento del nostro mondo? Voi avete una risposta? Io me la sono data: FONDAMENTALI, si questa è la parola esatta. Io credo realmente che il battito d’ali di una farfalla possa creare grandi cambiamenti in un angolo sconosciuto del mondo e nel nostro futuro. Un filo invisibile ci lega tutti e il fatto che le persone si rassegnino mi rattrista e poi mi fa rabbia, perchè avete ceduto, perchè non combattete piu’ per voi e per il vostro futuro e per quello dei vostri figli, per cui vi prego non lo fate, non arrendetevi mai o smetterete di vivere e inizierete a sopravvivere!

Ora prendendo spunto da questo, voglio iniziare l’articolo che voglio che sia il “manifesto della mia vita” ciò per cui mi sveglio la mattina e non smetto e smetterò mai di combattere per ciò in cui credo (sempre figurativo ovviamente, intendo proprio il lavoro interiore e le energie che investo nei miei progetti di crescita), finchè ci sarà aria nei miei polmoni.

  • Credo nel lavoro, nel LAVORO duro, fatto di notti insonni e sacrifici che alla fine del progetto ti danno grandi SODDISFAZIONI;
  • Credo nei miei SOGNI e metto tutta me stessa nel realizzarli perchè diventino momenti di vita reale;
  • Credo nei sogni dei miei clienti e li disegno perchè possano diventare REALTA’;
  • Credo nel LAVORO DI SQUADRA e nelle collaborazioni, dove cresciamo tutti e si crea valore, un valore condiviso e che non va ad arricchire solo una delle parti;
  • Credo che vivere senza avere dei VALORI sia sopravvivere e credo nel RISPETTO DELLE DIVERSITA’ di qualsiasi genere o forma.
  • Rispetto ogni credo RELIGIOSO e vorrei che allo stesso modo fosse rispettato il mio;
  • Credo nella giustizia e nel KARMA e so che quest’ultimo non sbaglia mai;
  • Credo nei SENTIMENTI, nelle grandi PASSIONI e ho FIDUCIA nelle persone e no, non sono pazza, ma penso che sia meglio aprirsi agli altri, con tutti i pericoli che questo implica, piuttosto che rimanere chiusi nel nostro “spazio sicuro”.
  • Per questa ragione amo i VIAGGI e amo le IMPARARE e la cosa bella del mio lavoro è che non c’è nulla di scritto, e ogni giorno imparo qualcosa.
  • Sono molto contraddittoria perchè amando le COSE BELLE, amo il LUSSO, le COCCOLE, ma amo anche la SEMPLICITA‘, le piccole gioie, i piccoli gesti;
  • Sono IMPERFETTA e nonostante abbia un amore immenso per i dettagli, che seguo e curo con minuzia, sono le imperfezioni che rendono tutto vero, bello, umano;
  • Nelle persone amo l’UMANITA’ e se si sono momentaneamente smarrite amo aiutarle a trovare la loro strada;
  • I SOLDI sono utilissimi, ma sono solo un mezzo non il fine: nel mio lavoro si decide tutto in base al budget;
  • Lavoro per VIVERE, nonostante sia molto fortunata perchè amo il mio lavoro, ma non VIVO per lavorare.
  • La mia vitamina preferita? VITAMIN SEA!

***

We often hear the word “ethics” in many talks, but I’ve never heard talking about ethics in Italy with regard to my work. I would like to hear more and more this word in my working field and I would like to share opinions with collegues about this topic, and many starting from the talk we can reach actions! Reading my facebook home today I was struck by a message of resignation and helplessness launched from a friend who has always stood for romance and great ideals, a person that with his work “can do so much” as she is in the education field and she teaches to children.”For her, for me and especially for all of US, I wanted so much to write a post dedicated to this topic.

How important we are to change our world? You have an answer? I found my answer: we are very important and each of us can change our world! I really believe that the flapping of a butterfly’s wings can create big changes in an unknown corner of the world and in our future. An invisible thread binds all of us and the fact that people resign themselves saddens me and then makes me angry, why would you sto fighting for you and for your future? There is no reason to stop, so please do not do it, it is very important to never give up or… you stop living and begin to survive!

Now, taking inspiration from this, I want to write an “ethical manifesto” with all the reasons why I wake up in the morning and never stop fighting for what I believe in, (I use fighting always in a figurative way, I always mean the interior work and energy that I invest in my plans for growth), until there is air in my lungs.

I believe in work, hard WORK, made of sleepless nights and sacrifices that at the end of the project will give great SATISFACTIONS;
I believe in my DREAMS and I put all my efforts into achieving them I want to make them part of my real life;
I believe in my clients ‘dreams and design them so they can become a reality’;
I believe in TEAMWORK and collaborations, where everyone grow and create value, a shared value and that does not go to enrich only  one of the parties;
I think that living without having VALUES is to survive and I believe in RESPECT OF DIVERSITIES ‘of any kind or form.
I respect all
RELIGIONS and all faiths and I wish that my faith should be respected;
I believe in justice and in KARMA and I know that this law will never fail;
I believe in FEELINGS, in great PASSIONS and I TRUST people and… no, I’m not crazy,  I think it’s better to be open to others, with all the dangers that this entails, rather than remain locked in our “safe space”.
This is why I love to TRAVEL and to LEARN and the great thing about my job is that every day I learn something.
I am very contradictory because of my love for the BEAUTIFUL THINGS: I love LUXURY,  but I also love the SIMPLICITY ‘, the small joy of  the small gestures;
I am
IMPERFECT and despite having an immense love for the details, which I really care of,  the imperfections are the one that make everything true, beautiful and human;
I’m in love with people HUMANITY ‘and if you are temporarily lost my attitude is to you to find your way;
MONEY are very useful, but they are only a means not an end: in my work everything is decided and based on the BUDGET;
I work to LIVE, despite being very lucky because I love my job, but I dont live to work!
My favorite vitamin? VITAMIN SEA!

La prima della Scala a Milano: Madama Butterfly

Ci sono cose che vuoi fare da quando sei piccola, ma per qualche “strana” ragione non sono proprio accessibili a tutti. Qualche anno fa ho visto un film che parlava di una “bucket list”, voi sapete cos’è? Io l’ho ben presto scoperto e per chi non è molto pratico di parole inglesi, segnatevelo, perchè è una parola molto bella: è una lista di obiettivi da raggiungere e di cose che vuoi fare, è un bel modo di vivere al massimo la propria vita e non rimandare a domani ciò che puoi fare di bello oggi! Per me è stata una bella parola magica e man mano sto spuntando la mia lista!

Tra i desideri da bambina c’è sempre stato quello di partecipare alla prima del Teatro La Scala di Milano, è uno di quegli eventi che rimangono impressi nelle memorie di noi milanesi: l’opera, gli abiti e quel fermento che ha un po’ il sapore di altri tempi, è la “Prima” della stagione, non un momento qualunque! Alla “Scala” come dice chi qui a Milano c’è nato, ci sono stata diverse volte, ho persino avuto l’occasione di vedere la Giselle, un balletto che ho amato alla follia, ma alla “Prima”, ho avuto occasione di andarci solo quest’anno. Un invito che non mi sarei mai aspettata, mesi prima e un opera di Puccini che mi aveva tanto incuriosito da piccola perchè era stata un po’ osteggiata dal pubblico, che non è stata capita subito, ma che io ho molto amato: Madama Butterfly.

Pensate che la prima della “Butterfly” di Giacomo Puccini alla Scala di Milano fu un vero e proprio fiasco, complice la situazione storica degli inizi del ‘900. Pensare che le note sono cosi celebri che persino chi non è appassionato le conosce senza saperlo!

Vi do un po’ di informazioni sulla trama dell’opera cosi capirete perchè tante donne amano questa tragedia. Considerate che Puccini non era mai stato in oriente e quando scrisse l’opera si fece aiutare da un’attrice giapponese molto nota, per inserire tutti i dettagli e perchè voleva sembrasse una storia vera. L’intera opera è ambientata in giappone all’inizio del XX secolo a Nagasaki. Pinkerton, ufficiale della marina degli Stati Uniti, decide di sposarsi, secondo le usanze locali con una geisha di quindici anni Butterfly (Cho Cho-san), acquisendo così il diritto di ripudiare la moglie anche dopo un mese. Cosi avviene, e Pinkerton ritorna in patria abbandonando la giovanissima sposa. La ragazza tenace e innamorata, pur struggendosi nella lunga attesa accanto al bimbo nato da quelle nozze, continua a ripetere a tutti la sua incrollabile fiducia nel ritorno dell’amato. Pinkerton infatti ritorna dopo tre anni, ma non da solo: accompagnato da una giovane donna, da lui sposata regolarmente negli Stati Uniti, è venuto a prendersi il bambino, della cui esistenza è stato messo al corrente dal console Sharpless, per portarlo con sé in patria ed educarlo secondo gli usi occidentali. Soltanto di fronte all’evidenza dei fatti Butterfly comprende: la sua grande illusione, la felicità sognata accanto all’uomo amato, è svanita del tutto. Decide quindi di scomparire dalla scena del mondo, senza clamore; dopo aver bendato il figlio,  nella struggente e drammatica scena finale, si colpisce al collo con un coltello. Pinkerton si fionda nella stanza di Butterfly per chiederle scusa ma è troppo tardi e trova Butterfly ormai morta, mentre il bambino, bendato, gioca con una bambola e una bandierina americana, ignaro di tutto.

La storia è una vera e propria tragedia, forse anche un po’ moderna, ma l’amore di questa ragazza e la sua ingenuità mi avevano profondamente colpito, se poi pensate che il palco del Teatro la scala è stato allestito, come vuole la tradizione, con una scenografia davvero suggestiva, beh capite perchè sono davvero felice di aver suggellato la mia “Prima” con la “Butterfly”. Colori, costumi, sembrava di essere in giappone, un atmosfera meravigliosa e..devo dire un immenso grazie alla mia amica Olivia per avermi voluta con lei a questo evento!

Cosa aspettate a scrivere la vostra “Bucket list”? Io la mia l’ho scritta e la sto spuntando, con tanto di prove fotografiche! Aspetto gennaio per raccontarvi del mio viaggio in Australia!

***

There many dreams to realize when you are a child, but for some “strange” reason are not really accessible to everyone! A few years ago I saw a film about a “bucket list”, I never heard this word before but it is a really important one, do you know what is aBucket list?  It really simple it is a list of objectives to be achieved and things you want to do in your life, it’s a nice way to remember to make your dreams come true! It’s like a magic word and of course I have made immediately my bucket list!

Between desires as a milanese child  I have always wanted to join at the event of the “First of the Teatro La Scala in Milan”, it is one of those events that remain etched in the memories of us in Milan: the opera, the faboulos clothes and the ferment that has a little ‘ the flavor of old times, is the “first” of the season, one of the most historical and important event in Italy! At the “Scala” as we usually say in Milan, I have been there several times, I even had the chance to see the ballet “Giselle” with Roberto Bolle, but the “First”is a wonderful occasion! It happened that I received an invitation that I never expected from a close friend, this year the opera was Madama Butterfly, one of my favourite Opera written by Giacomo Puccini!!!! I was really shocked.

Puccini wrote five versions of the opera. The original two-act version, which was presented at the world premiere at La Scala Theatre on 17 February 1904, was withdrawn after the disastrous premiere.

In 1904, a U.S. Naval officer named Pinkerton rents a house on a hill in Nagasaki, Japan, for himself and his soon-to-be wife, “Butterfly”. Her real name is “butterfly”. She is a 15-year-old Japanese girl whom he is marrying for convenience, since he intends to leave her once he finds a proper American wife, and since Japanese divorce laws are very lax. Three years later, Butterfly is still waiting for Pinkerton to return, as he had left shortly after their wedding. Her maid Suzuki keeps trying to convince her that he is not coming back, but Butterfly will not listen to her. Goro, the marriage broker who arranged her marriage, keeps trying to marry her off again, but she won’t listen to him either. The American Consul, Sharpless, comes to the house with a letter which he has received from Pinkerton which asks him to break some news to Butterfly: that Pinkerton is coming back to Japan, but Sharpless cannot bring himself to finish it because Butterfly becomes very excited to hear that Pinkerton is coming back. Sharpless asks Butterfly what she would do if Pinkerton were not to return. She then reveals that she gave birth to Pinkerton’s son after he had left and asks Sharpless to tell him.

Suzuki wakes up in the morning and Butterfly finally falls asleep. Sharpless and Pinkerton arrive at the house, along with Pinkerton’s new American wife, Kate. They have come because Kate has agreed to raise the child. But, as Pinkerton sees how Butterfly has decorated the house for his return, he realizes he has made a huge mistake. He admits that he is a coward and cannot face her, leaving Suzuki, Sharpless and Kate to break the news to Butterfly. Agreeing to give up her child if Pinkerton comes himself to see her, she then prays to statues of her ancestral gods, says goodbye to her son, and blindfolds him. She places a small American flag in his hands and goes behind a screen, cutting her throat with her father’s knife. Pinkerton rushes in, but he is too late, and Butterfly dies.

The story triggers ideas about cultural and sexual imperialism for people far removed from the opera house, and film, Broadway, and popular culture in general have riffed endlessly on it. The lyric beauty of Puccini’s score, especially the music for the thoroughly believable lead role, has made Butterfly timeless. Colors, costumes, it seemed to be in Japan, a wonderful atmosphere! My dream was to be there and the 7th december 2016 I took the “first of La Scala” out of my bucket list as “checked”!!! A great thank you to my friend Olivia for this great gift!


What are you waiting to write your “Bucket list”? Mine in this months has become a little shorter as I’m trying to make my dreams come tru!

madama butterfly prima del teatro la scala milanomadama butterfly prima del teatro la scala milano

Berta Bridal: meeting the global director

Il tempo vola in questi giorni e siamo ormai a qualche settimana dal trunk show di Berta Bridal presso Le spose di Milano. Il ricordo è cosi fresco che se chiudo gli occhi rivedo le splendide modelle che camminano indossando quei magnifici abiti!

In rappresentanza della casa di moda israeliana abbiamo conosciuto il direttore generale in persona: Nir Moscovic. Prima di svelare le domande dell’intervista che abbiamo realizzato per voi a Nir, volevo raccontarvi un paio di informazioni sull’azienda ed importanti retroscena di questo personaggio davvero molto carismatico e deciso.

Il marchio Berta è un marchio israeliano fondato nel 2004 dalla stessa designer Berta Balilti, che si è affacciato sul mercato internazionale nel 2013: in pochi anni è diventato un vero fenomeno mondiale raggiungendo il successo con una velocità fenomenale. Prima di tutto ha conquistato i social ed ha completamente catturato l’attenzione della moda internazionale, redattori, blogger e influencer amano le collezioni haute couture di Berta. L’ unica stilista della maison è Berta Balilti, laureata in fashion design presso lo Shenkar College.

Berta ha un’impronta stilistica d’avant gard, il suo stile è famoso per le linee audaci, sexy e moderne con l’uso di tecniche e materiali d’epoca e dettagli retrò. Oltre a disegnare tutte le collezioni della maison,  Berta supervisiona ogni fase della produzione. Oggi il brand è presente in più di 100 boutique in tutto il mondo.
Berta è considerata oggi una dei top designer al mondo per gli abiti da sposa e dal 2016 anche da sera.

Come vi avevo anticipato, noi abbiamo incontrato NIR MOSCOVICH direttore commerciale di Berta Bridal, gli abbiamo fatto qualche domanda per conoscerlo meglio:

Probabilmente i vostri fan in tutto il mondo sanno molte piu’ cose di voi di quante ne sappia io, ma mi piacerebbe avere maggiori informazioni inerenti la tua figura professionale in Berta e come ti sei avvicinato al tuo attuale lavoro di direttore.

Ho una formazione come legale e sono un amante di tutto ciò che Hi -Tech, mi sono avvicinato all’azienda quando ancora era una sartoria locale, di ottima fama, ma che serviva la clientela della zona. Ho sposato Hila, la figlia della designer Berta e cosi sono entrata nell’azienda. Sono stato io che nel 2013 ho iniziato il processo di internalizzazione che vede oggi Berta come l’azienda numero uno al mondo nel settore sposa con una qualità e un design unici: abbiamo partecipato alla New York Bridal Week facendo sfilare per la prima volta i nostri capi ed è stato un successo senza precedenti. Ho costruito il ramo dedicato alla rete internazionale passo dopo passo: dai social alle strategie di marketing, dalla produzione alla distribuzione fino alla logistica. Il mio lavoro è stato quello di sgravare la stilista di tutte quelle preoccupazioni che potevano distorglierla dal suo lavoro creativo. Come azienda familiare le decisioni fondamentali sono gestite da me e dalla designer, ma poi ovviamente ci avvaliamo di bravissimi collaboratori, ad oggi sono un centinaio, che seguono, produzione, amministrazione e social media.

Ho notato che ogni vostra collezione ha materiali ed ispirazioni sempre innovative e differenti, sull’aspetto creativo ci puoi raccontare come il mercato influenza la creatività della designer?

Sicuramente io riporto a Berta quelle che sono le informazioni relative a come sta andando la collezione, quali sono le richieste delle spose e quali sono i modelli piu’ richiesti e venduti. Non partecipo al processo creativo se non per una piccola parte riguardante i report commerciali, percio’ in realtà il mio apporto è praticamente inesistente e se devo essere sincero, non so mai cosa aspettarmi dalla nuova collezione perchè è sempre una sorpresa!

In molto interviste Berta parla dell’azienda come una grande famiglia, in cui tutti collaborano per la realizzazione di un grande progetto, ci puoi spiegare piu’ nel dettaglio la vostra visione?

Siamo un azienda a conduzione familiare e secondo noi è davvero importante capire il ruolo fondamentale di tutti coloro che partecipano alla realizzazione del grande “puzzle” che metaforicamente costituisce la nostra società. L’approccio che abbiamo è quello di vedere ogni singolo individuo non per il suo ruolo specifico, trattiamo tutti alla stessa maniera, ma come una risorsa importante per la nostra crescita e abbiamo molto rispetto e stima per i nostri collaboratori.  Ci rendiamo conto che questo approccio e il duro lavoro che facciamo ci da la stima dei nostri dipendenti, e anche la loro devozione e condividiamo con loro lo spirito del sacrificio, per la realizzazione di un obiettivo comune.

Cosa rende speciale la vostra azienda, rispetto agli altri brand internazionali?
Il nostro focus è sicuramente sul prodotto, gli abiti di Berta parlano da soli e questo è dovuto principalmente al talento della designer. Poi il nostro compito è rendere facile ed accessibile il processo di promozione, distribuzione e vendita, in questo senso agevoliamo il lavoro della stilista. L’azienda crede ciecamente negli abiti e la cura che abbiamo per ogni singolo pezzo, partendo dal disegno alla realizzazione, fa dei nostri capi dei “gioielli” unici ed inimitabili. Un altra nostra caratteristica riguarda la comunicazione, abbiamo un filo diretto con le nostre clienti e il nostro customer care è molto valido e risponde via mail e via social a tutte le domande che gli utenti hanno, in tempo reale.
Per noi è importante farvi capire che non siamo un colosso che segue solo il profitto e le richieste del mercato, noi siamo un atelier che è cresciuto molto, ma che ha mantenuto le caratteristiche di flessibilità, di cura del cliente e di attenzione per i piccoli dettagli che oggigiorno è veramente difficile trovare. Siamo sicuramente piu’ paragonabili ad una sartoria di lusso parigina, ma abbiamo il grande vantaggio di avere piu’ richieste e un prezzo che grazie a questo rappresenta 1/5 del prezzo delle nostre lavorazioni, ma non ci rivolgiamo certo al Mass market e credo non lo faremo mai. Siamo l’elemento che mancava tra l’atelier di lusso e la grande azienda manifatturiera, una sorta di nuova creatura, che si chiama Berta Bridals.
Berta Bridals è una delle aziende piu’ social nel settore della sposa, siete adorati e avete fans su instragram, twitter, snapchat e tanti altri, puoi darci informazioni maggiori riguardo alle strategie di comunicazione che utilizzate?
E’ difficile parlare di strategie di comunicazione, in realtà cambiano in continuazione e si muovono in funzione di come si muove il mercato. Ci adattiamo ai nostri clienti e abbiamo un dialogo con loro, li ascoltiamo e rispondiamo ad ogni singola domanda. Per noi i social rappresentano il futuro ed hanno un ruolo primario nel processo di comunicazione dell’azienda. La strategia che abbiamo è quella di mostrare i nostri abiti e mostrarli al mondo: l’abito è il fulcro della nostra comunicazione. Cerchiamo di essere piu’ vicini al settore del lusso e della moda in generale, utilizzando per le nostre campagne modelle di fama internazionale che solitamente non lavorano nel settore sposa, cerchiamo in tutti i modi di valorizzare gli abiti sempre e comunque!
Cosa ci sarà di nuovo per l’azienda, so che avete tanti progetti per il futuro!
Abbiamo tanti progetti per il futuro, uno di questi si è appena realizzato con la presentazione della nostra linea dedicata agli abiti da sera alle sfilate di New York. La nostra è un azienda che ha ben chiara la propria identità, vogliamo continuare ad essere famosi per la nostra unicità, per il nostro prodotto unico, ma vogliamo sicuramente apportare delle novità, una di queste è la nostra seconda linea che si chiamerà “Muse by Berta”. Questa linea sarà sempre disegnata e prodotta da Berta ma avrà uno stile meno Glamour ma piu’ sobrio e in termini di prezzo sarà più accessibile (a partire dai 5.000,00/6.000,00 euro.) perchè avrà un costo del 30% piu’ contenuto rispetto alla prima linea.
Nei prossimi anni ci saranno tante  novità, soprattutto dovute al fatto che siamo un’azienda in forte crescita e abbiamo tante idee da realizzare.
Se dovessi pensare ad un azienda che ti sia d’ispirazione, quali pensi che sceglieresti?
Il mio background non deriva certo dalla moda vengo dal mondo dell’ hi-tech, e questo influenza molto la mia risposta, perchè per come guardo io alle aziende, vedo come ispirazione fenomeni che hanno segnato un epoca: risponderei senza dubbio “Facebook”.
Aziende del mondo della moda come Vera Wang, Elie Saab, Monique Lhuillier sono sicuramente aziende d’ispirazione, ma come azienda vorremmo portare qualcosa di nuovo sul mercato, qualcosa di davvero mai visto, essere quell’elemento di rottura con il passato.
Abbiamo grandi aspirazioni, ma in questi anni abbiamo dimostrato che siamo sicuramente un azienda all’altezza della situazione, sarà una bella sfida raggiungere questi nuovi obiettivi!
E non ci resta che salutare Nir Moscovich ed augurargli un grande in bocca al lupo per questi suoi magnifici grandi progetti per Berta Bridal.
***

Times flies in these days and the Milano Berta Bridal trunk show passed away at god speed. I still remember everything and I still have in my eyes the adorable models catwalking with these fantastic clothes. We had the opportunity to meet the Ceo: Nir Moscovic.

Before unveil the question that we asked to Nir, I would like to tell you some info about the company and the relevant backstage of this charismatic character.

Berta brand was founded in 2004 in Israel from the designer Berta Balilti, who stepped in the international market in the 2013.

In few years it became a world wide reality. First of all it conquered the social media sphere, seizeing the attention of the international fashion, editors, bloggers and influencer that fell in love for Berta haute couture collection.

Berta Balilti is the only designer of the maison, with a degree in fashion at the Shenkar College. Berta has a style d’avant gard, her style is sexy, modern and aggressive with a modern use of fabrics and technics from the past and retro details. She doesn’t only design all the collection but she supervise each single step of the production. Today the brand is well estabilished in more than 100 elite boutique. Berta is recognized as one of the top bridal and evening clothes in the world.

As I anticipated we met NIR MOSCOVICH, Berta Bridal commercial director, we asked some question to know him better.

 Most probably your fan in all the world know more than me about you. However I would like to know more about your profesionality in Berta and how you got close to your actual job position.

I got a Bachelor as legal and I’m a lover of Hi-tech world, I got closer to the company when it was still a small artisanal company, well known but with local clients.

I married Hila, the daughter of BERTA designer so I got inside the company.

It was me that started the internationalization process that sees today Berta as one of the world wide brand in the wedding industry sector, with a fabric quality and design unique: we attended the New York Bridal Week for the first time in 2013 and it was a great success. I build the branch focused on the international network step by step: from the social strategies to the marketing, from production to the distribution till the logistic.

My job was to alleviate the designer from all the stress that could affect her creative job. Because we are a family company all the key decisions are taken by me and the designer, but obviously we have fantastic collaborators, so far they are approximately 100, that manager the day by day details of production, management, social media etc..

 I noticed that all your collections have materials and inspirations always new and different, regarding the creative side can you tell us how the market affect the designer creativity?

Of course I’m used to report to Berta every piece of data about how the collection are performing, which are the bride request and which are the best seller dress.

I do not participate in the creative process a part the commercial report, so my part in the process is almost insignificant, each new collection it is always a surprise.

In many interviews Berta speaks about the company as a big family, where everyone collaborate to the realization of a big project, can you tell us your vision?

We are a family company and for us it is crucial to understand each role in the great “puzzle” that metaphorically constitute our company.

Our style is to see each single person not as a naked role, we care for every one in the same way, every one is a precious resources necessary for our organic growth.

We know that this approach and our hard let our employee to be proud of their job as well: we share with them each success, each pain, each stress, all of us aiming to the common goal.

 What make special your company, compared with the other internazional brand?

Our focus is the product, the clothes of Berta speak for themselves because of the designer talent.

Then our job is to make easy and accessible the promotional, distribution and sales process.

The company trust blindly the quality and the attention embebbed in each cloth.

One of our features is the communication, we have a thin red line with our clients and our costumer care is always actively replying via mail or social to each questions, in real time.

For us it is important that we are not a behemonth just chasing the profit and the market demand, we are an atelier that evolved fast, but that it kept the flexibility, the customare care and the love for the details that nowdays is very hard to find.

If you can compare us to a Parisian haute couture shop, as we have more requests our prices are very good compared with their, and obviously we are not a the mass market producer.

We are the missing ring between the luxury atelier and the big manufacturing company, a new creature, that is named Berta Bridals.

Berta Bridals is one of the most social company in the wedding industry, you are loved by your fans on instragram, twitter, snapchat can you give us further information related to your communication strategies?

It is challenging to speak about our communication strategies, because they change every day and they shape shift in order to match our clients needs.

We usually adapt to our clients and we dialogite with them, we care for them and we reply to every single question.

For us the socials represent the future and they have a primary role in the communication of the company.

The strategy that we enabled is to show our clothes to the world: the cloth is the centrum of our communication.

We try to stay close to the luxury and fasion world, using for our campaign world wide famous models that usually don’t work for wedding industry sector, we seek in any way to valorize always the clothes.

 What is going to happens in the company? I know there are a lot of new project.

We have many projects for the future, one of them just saw the light with the presentation of a new projects of nite clothes that we catwalked in New York.

Our company has clear in mind its identity, we want to continue to to be famous due to our unicity, for our unique product, but we want to bring new styles, one of them is the second line that will be called “Muse by Berta”.

This line will be always designed and produced by Berta but it will have a less glamour style, more sober and more price sensitive (starting from 5.000/6.000 euro) because it will be 30% cheaper compared with the first line.

In the incoming years there will be many news, especially because we are a fast growing company and we have many ides.

If you should think to a company that can offer you some inspiration, which company are you thinking to?

My background is nto from the fashion, I come from Hi-tech, and this affect my answer, because I look at some events that reshaped the history, like Facebook.

Company in the fashion world like Vera Wang, Elie Saab, Monique Lhuillier are for sure inspirational companies, but as company we would like to to bring something new in the market, something that could be a braking point with the past.

We have great aspirations, in these years we demonstrated that we could surely be a company that can face the future, ready for many challenges and ideas.

Thanks Nir Moscovich for your tume and we wish you good luck for these fantastic project with Berta Bridal.

Nir Moscovich Berta Bridal

Berta Bridal

berta bridal

berta bridal

Berta Bridal

Berta bridal

berta_2995

nir moscovich, berta bridal, sabrina gambato, tiamotisposo, foto martiz

berta bridal