From NYC fashion Show 2018: Berta

Quest’anno a causa di un impegno in contemporanea non siamo potuti volare a NYC per vedere la sfilata di molti dei big della moda internazionale che hanno presentato la collezione autunno-inverno 2018 da sposa.

Una tappa da non perdere sarebbe stata sicuramente lo show di Berta, ma per fortuna il direttore generale dell’azienda è molto smart e ha trovato il sistema di mostrare in collegamento diretto la sfilata anche a chi non è stato in grado di andare. Per questa ragione vogliamo mostrarvi scatti, alcuni inediti della sfilata e del back stage di Berta, un onore e un privilegio immenso per me. Grazie Nir!

La stilista israeliana da sempre celebra la femminilità con abiti con scollature importanti, trasparenze e velature. Sovrapposizioni di ricami, alcuni impreziositi a mano, pizzi, piccoli fiori di tessuto, abiti finemente costruiti sui corpi delle favolose modelle per essere leggeri, romantici. I colori sono sempre tenui: i colori dell’incarnato, i panna, le sfumature di bianco, i rosa tenui. Lo stile prende spunto dalla traduzione e si evolve celebrando la femminilità. I tessuti abbracciano i corpi e li modellano per renderli sempre piu’ belli. Vediamoli insieme a partire dagli scatti della preparazione delle modelle, del make up, del parrucco, fino ad arrivare in passerella.

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This year I didn’t have the opportunity to fly to New York for the NYC Fashion show of Berta, and fortunately the general manager of the company  is very smart and we could follow the show directly from Instagram. We also received few interesting pictures from the back stage of the show so that we can give you a complete overview of the stunning event. For me is an honor and a privilege to have the opportunity to show them in my blog. Thank a lot Nir!

Let’s go back to the show and to the israeli designer that always celebrates femininity through overlays of embroidery, hand made embellished, laces, small fabric flowers finely designed on the fabulous models to be light and romantic.

The styles that graced the runways were a departure from tradition and a celebration of femininity and romance. Many of the looks featured gowns in soft shades of blush, body-hugging textured gowns.

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La prima della Scala a Milano: Madama Butterfly

Ci sono cose che vuoi fare da quando sei piccola, ma per qualche “strana” ragione non sono proprio accessibili a tutti. Qualche anno fa ho visto un film che parlava di una “bucket list”, voi sapete cos’è? Io l’ho ben presto scoperto e per chi non è molto pratico di parole inglesi, segnatevelo, perchè è una parola molto bella: è una lista di obiettivi da raggiungere e di cose che vuoi fare, è un bel modo di vivere al massimo la propria vita e non rimandare a domani ciò che puoi fare di bello oggi! Per me è stata una bella parola magica e man mano sto spuntando la mia lista!

Tra i desideri da bambina c’è sempre stato quello di partecipare alla prima del Teatro La Scala di Milano, è uno di quegli eventi che rimangono impressi nelle memorie di noi milanesi: l’opera, gli abiti e quel fermento che ha un po’ il sapore di altri tempi, è la “Prima” della stagione, non un momento qualunque! Alla “Scala” come dice chi qui a Milano c’è nato, ci sono stata diverse volte, ho persino avuto l’occasione di vedere la Giselle, un balletto che ho amato alla follia, ma alla “Prima”, ho avuto occasione di andarci solo quest’anno. Un invito che non mi sarei mai aspettata, mesi prima e un opera di Puccini che mi aveva tanto incuriosito da piccola perchè era stata un po’ osteggiata dal pubblico, che non è stata capita subito, ma che io ho molto amato: Madama Butterfly.

Pensate che la prima della “Butterfly” di Giacomo Puccini alla Scala di Milano fu un vero e proprio fiasco, complice la situazione storica degli inizi del ‘900. Pensare che le note sono cosi celebri che persino chi non è appassionato le conosce senza saperlo!

Vi do un po’ di informazioni sulla trama dell’opera cosi capirete perchè tante donne amano questa tragedia. Considerate che Puccini non era mai stato in oriente e quando scrisse l’opera si fece aiutare da un’attrice giapponese molto nota, per inserire tutti i dettagli e perchè voleva sembrasse una storia vera. L’intera opera è ambientata in giappone all’inizio del XX secolo a Nagasaki. Pinkerton, ufficiale della marina degli Stati Uniti, decide di sposarsi, secondo le usanze locali con una geisha di quindici anni Butterfly (Cho Cho-san), acquisendo così il diritto di ripudiare la moglie anche dopo un mese. Cosi avviene, e Pinkerton ritorna in patria abbandonando la giovanissima sposa. La ragazza tenace e innamorata, pur struggendosi nella lunga attesa accanto al bimbo nato da quelle nozze, continua a ripetere a tutti la sua incrollabile fiducia nel ritorno dell’amato. Pinkerton infatti ritorna dopo tre anni, ma non da solo: accompagnato da una giovane donna, da lui sposata regolarmente negli Stati Uniti, è venuto a prendersi il bambino, della cui esistenza è stato messo al corrente dal console Sharpless, per portarlo con sé in patria ed educarlo secondo gli usi occidentali. Soltanto di fronte all’evidenza dei fatti Butterfly comprende: la sua grande illusione, la felicità sognata accanto all’uomo amato, è svanita del tutto. Decide quindi di scomparire dalla scena del mondo, senza clamore; dopo aver bendato il figlio,  nella struggente e drammatica scena finale, si colpisce al collo con un coltello. Pinkerton si fionda nella stanza di Butterfly per chiederle scusa ma è troppo tardi e trova Butterfly ormai morta, mentre il bambino, bendato, gioca con una bambola e una bandierina americana, ignaro di tutto.

La storia è una vera e propria tragedia, forse anche un po’ moderna, ma l’amore di questa ragazza e la sua ingenuità mi avevano profondamente colpito, se poi pensate che il palco del Teatro la scala è stato allestito, come vuole la tradizione, con una scenografia davvero suggestiva, beh capite perchè sono davvero felice di aver suggellato la mia “Prima” con la “Butterfly”. Colori, costumi, sembrava di essere in giappone, un atmosfera meravigliosa e..devo dire un immenso grazie alla mia amica Olivia per avermi voluta con lei a questo evento!

Cosa aspettate a scrivere la vostra “Bucket list”? Io la mia l’ho scritta e la sto spuntando, con tanto di prove fotografiche! Aspetto gennaio per raccontarvi del mio viaggio in Australia!

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There many dreams to realize when you are a child, but for some “strange” reason are not really accessible to everyone! A few years ago I saw a film about a “bucket list”, I never heard this word before but it is a really important one, do you know what is aBucket list?  It really simple it is a list of objectives to be achieved and things you want to do in your life, it’s a nice way to remember to make your dreams come true! It’s like a magic word and of course I have made immediately my bucket list!

Between desires as a milanese child  I have always wanted to join at the event of the “First of the Teatro La Scala in Milan”, it is one of those events that remain etched in the memories of us in Milan: the opera, the faboulos clothes and the ferment that has a little ‘ the flavor of old times, is the “first” of the season, one of the most historical and important event in Italy! At the “Scala” as we usually say in Milan, I have been there several times, I even had the chance to see the ballet “Giselle” with Roberto Bolle, but the “First”is a wonderful occasion! It happened that I received an invitation that I never expected from a close friend, this year the opera was Madama Butterfly, one of my favourite Opera written by Giacomo Puccini!!!! I was really shocked.

Puccini wrote five versions of the opera. The original two-act version, which was presented at the world premiere at La Scala Theatre on 17 February 1904, was withdrawn after the disastrous premiere.

In 1904, a U.S. Naval officer named Pinkerton rents a house on a hill in Nagasaki, Japan, for himself and his soon-to-be wife, “Butterfly”. Her real name is “butterfly”. She is a 15-year-old Japanese girl whom he is marrying for convenience, since he intends to leave her once he finds a proper American wife, and since Japanese divorce laws are very lax. Three years later, Butterfly is still waiting for Pinkerton to return, as he had left shortly after their wedding. Her maid Suzuki keeps trying to convince her that he is not coming back, but Butterfly will not listen to her. Goro, the marriage broker who arranged her marriage, keeps trying to marry her off again, but she won’t listen to him either. The American Consul, Sharpless, comes to the house with a letter which he has received from Pinkerton which asks him to break some news to Butterfly: that Pinkerton is coming back to Japan, but Sharpless cannot bring himself to finish it because Butterfly becomes very excited to hear that Pinkerton is coming back. Sharpless asks Butterfly what she would do if Pinkerton were not to return. She then reveals that she gave birth to Pinkerton’s son after he had left and asks Sharpless to tell him.

Suzuki wakes up in the morning and Butterfly finally falls asleep. Sharpless and Pinkerton arrive at the house, along with Pinkerton’s new American wife, Kate. They have come because Kate has agreed to raise the child. But, as Pinkerton sees how Butterfly has decorated the house for his return, he realizes he has made a huge mistake. He admits that he is a coward and cannot face her, leaving Suzuki, Sharpless and Kate to break the news to Butterfly. Agreeing to give up her child if Pinkerton comes himself to see her, she then prays to statues of her ancestral gods, says goodbye to her son, and blindfolds him. She places a small American flag in his hands and goes behind a screen, cutting her throat with her father’s knife. Pinkerton rushes in, but he is too late, and Butterfly dies.

The story triggers ideas about cultural and sexual imperialism for people far removed from the opera house, and film, Broadway, and popular culture in general have riffed endlessly on it. The lyric beauty of Puccini’s score, especially the music for the thoroughly believable lead role, has made Butterfly timeless. Colors, costumes, it seemed to be in Japan, a wonderful atmosphere! My dream was to be there and the 7th december 2016 I took the “first of La Scala” out of my bucket list as “checked”!!! A great thank you to my friend Olivia for this great gift!


What are you waiting to write your “Bucket list”? Mine in this months has become a little shorter as I’m trying to make my dreams come tru!

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Berta Bridal: meeting the global director

Il tempo vola in questi giorni e siamo ormai a qualche settimana dal trunk show di Berta Bridal presso Le spose di Milano. Il ricordo è cosi fresco che se chiudo gli occhi rivedo le splendide modelle che camminano indossando quei magnifici abiti!

In rappresentanza della casa di moda israeliana abbiamo conosciuto il direttore generale in persona: Nir Moscovic. Prima di svelare le domande dell’intervista che abbiamo realizzato per voi a Nir, volevo raccontarvi un paio di informazioni sull’azienda ed importanti retroscena di questo personaggio davvero molto carismatico e deciso.

Il marchio Berta è un marchio israeliano fondato nel 2004 dalla stessa designer Berta Balilti, che si è affacciato sul mercato internazionale nel 2013: in pochi anni è diventato un vero fenomeno mondiale raggiungendo il successo con una velocità fenomenale. Prima di tutto ha conquistato i social ed ha completamente catturato l’attenzione della moda internazionale, redattori, blogger e influencer amano le collezioni haute couture di Berta. L’ unica stilista della maison è Berta Balilti, laureata in fashion design presso lo Shenkar College.

Berta ha un’impronta stilistica d’avant gard, il suo stile è famoso per le linee audaci, sexy e moderne con l’uso di tecniche e materiali d’epoca e dettagli retrò. Oltre a disegnare tutte le collezioni della maison,  Berta supervisiona ogni fase della produzione. Oggi il brand è presente in più di 100 boutique in tutto il mondo.
Berta è considerata oggi una dei top designer al mondo per gli abiti da sposa e dal 2016 anche da sera.

Come vi avevo anticipato, noi abbiamo incontrato NIR MOSCOVICH direttore commerciale di Berta Bridal, gli abbiamo fatto qualche domanda per conoscerlo meglio:

Probabilmente i vostri fan in tutto il mondo sanno molte piu’ cose di voi di quante ne sappia io, ma mi piacerebbe avere maggiori informazioni inerenti la tua figura professionale in Berta e come ti sei avvicinato al tuo attuale lavoro di direttore.

Ho una formazione come legale e sono un amante di tutto ciò che Hi -Tech, mi sono avvicinato all’azienda quando ancora era una sartoria locale, di ottima fama, ma che serviva la clientela della zona. Ho sposato Hila, la figlia della designer Berta e cosi sono entrata nell’azienda. Sono stato io che nel 2013 ho iniziato il processo di internalizzazione che vede oggi Berta come l’azienda numero uno al mondo nel settore sposa con una qualità e un design unici: abbiamo partecipato alla New York Bridal Week facendo sfilare per la prima volta i nostri capi ed è stato un successo senza precedenti. Ho costruito il ramo dedicato alla rete internazionale passo dopo passo: dai social alle strategie di marketing, dalla produzione alla distribuzione fino alla logistica. Il mio lavoro è stato quello di sgravare la stilista di tutte quelle preoccupazioni che potevano distorglierla dal suo lavoro creativo. Come azienda familiare le decisioni fondamentali sono gestite da me e dalla designer, ma poi ovviamente ci avvaliamo di bravissimi collaboratori, ad oggi sono un centinaio, che seguono, produzione, amministrazione e social media.

Ho notato che ogni vostra collezione ha materiali ed ispirazioni sempre innovative e differenti, sull’aspetto creativo ci puoi raccontare come il mercato influenza la creatività della designer?

Sicuramente io riporto a Berta quelle che sono le informazioni relative a come sta andando la collezione, quali sono le richieste delle spose e quali sono i modelli piu’ richiesti e venduti. Non partecipo al processo creativo se non per una piccola parte riguardante i report commerciali, percio’ in realtà il mio apporto è praticamente inesistente e se devo essere sincero, non so mai cosa aspettarmi dalla nuova collezione perchè è sempre una sorpresa!

In molto interviste Berta parla dell’azienda come una grande famiglia, in cui tutti collaborano per la realizzazione di un grande progetto, ci puoi spiegare piu’ nel dettaglio la vostra visione?

Siamo un azienda a conduzione familiare e secondo noi è davvero importante capire il ruolo fondamentale di tutti coloro che partecipano alla realizzazione del grande “puzzle” che metaforicamente costituisce la nostra società. L’approccio che abbiamo è quello di vedere ogni singolo individuo non per il suo ruolo specifico, trattiamo tutti alla stessa maniera, ma come una risorsa importante per la nostra crescita e abbiamo molto rispetto e stima per i nostri collaboratori.  Ci rendiamo conto che questo approccio e il duro lavoro che facciamo ci da la stima dei nostri dipendenti, e anche la loro devozione e condividiamo con loro lo spirito del sacrificio, per la realizzazione di un obiettivo comune.

Cosa rende speciale la vostra azienda, rispetto agli altri brand internazionali?
Il nostro focus è sicuramente sul prodotto, gli abiti di Berta parlano da soli e questo è dovuto principalmente al talento della designer. Poi il nostro compito è rendere facile ed accessibile il processo di promozione, distribuzione e vendita, in questo senso agevoliamo il lavoro della stilista. L’azienda crede ciecamente negli abiti e la cura che abbiamo per ogni singolo pezzo, partendo dal disegno alla realizzazione, fa dei nostri capi dei “gioielli” unici ed inimitabili. Un altra nostra caratteristica riguarda la comunicazione, abbiamo un filo diretto con le nostre clienti e il nostro customer care è molto valido e risponde via mail e via social a tutte le domande che gli utenti hanno, in tempo reale.
Per noi è importante farvi capire che non siamo un colosso che segue solo il profitto e le richieste del mercato, noi siamo un atelier che è cresciuto molto, ma che ha mantenuto le caratteristiche di flessibilità, di cura del cliente e di attenzione per i piccoli dettagli che oggigiorno è veramente difficile trovare. Siamo sicuramente piu’ paragonabili ad una sartoria di lusso parigina, ma abbiamo il grande vantaggio di avere piu’ richieste e un prezzo che grazie a questo rappresenta 1/5 del prezzo delle nostre lavorazioni, ma non ci rivolgiamo certo al Mass market e credo non lo faremo mai. Siamo l’elemento che mancava tra l’atelier di lusso e la grande azienda manifatturiera, una sorta di nuova creatura, che si chiama Berta Bridals.
Berta Bridals è una delle aziende piu’ social nel settore della sposa, siete adorati e avete fans su instragram, twitter, snapchat e tanti altri, puoi darci informazioni maggiori riguardo alle strategie di comunicazione che utilizzate?
E’ difficile parlare di strategie di comunicazione, in realtà cambiano in continuazione e si muovono in funzione di come si muove il mercato. Ci adattiamo ai nostri clienti e abbiamo un dialogo con loro, li ascoltiamo e rispondiamo ad ogni singola domanda. Per noi i social rappresentano il futuro ed hanno un ruolo primario nel processo di comunicazione dell’azienda. La strategia che abbiamo è quella di mostrare i nostri abiti e mostrarli al mondo: l’abito è il fulcro della nostra comunicazione. Cerchiamo di essere piu’ vicini al settore del lusso e della moda in generale, utilizzando per le nostre campagne modelle di fama internazionale che solitamente non lavorano nel settore sposa, cerchiamo in tutti i modi di valorizzare gli abiti sempre e comunque!
Cosa ci sarà di nuovo per l’azienda, so che avete tanti progetti per il futuro!
Abbiamo tanti progetti per il futuro, uno di questi si è appena realizzato con la presentazione della nostra linea dedicata agli abiti da sera alle sfilate di New York. La nostra è un azienda che ha ben chiara la propria identità, vogliamo continuare ad essere famosi per la nostra unicità, per il nostro prodotto unico, ma vogliamo sicuramente apportare delle novità, una di queste è la nostra seconda linea che si chiamerà “Muse by Berta”. Questa linea sarà sempre disegnata e prodotta da Berta ma avrà uno stile meno Glamour ma piu’ sobrio e in termini di prezzo sarà più accessibile (a partire dai 5.000,00/6.000,00 euro.) perchè avrà un costo del 30% piu’ contenuto rispetto alla prima linea.
Nei prossimi anni ci saranno tante  novità, soprattutto dovute al fatto che siamo un’azienda in forte crescita e abbiamo tante idee da realizzare.
Se dovessi pensare ad un azienda che ti sia d’ispirazione, quali pensi che sceglieresti?
Il mio background non deriva certo dalla moda vengo dal mondo dell’ hi-tech, e questo influenza molto la mia risposta, perchè per come guardo io alle aziende, vedo come ispirazione fenomeni che hanno segnato un epoca: risponderei senza dubbio “Facebook”.
Aziende del mondo della moda come Vera Wang, Elie Saab, Monique Lhuillier sono sicuramente aziende d’ispirazione, ma come azienda vorremmo portare qualcosa di nuovo sul mercato, qualcosa di davvero mai visto, essere quell’elemento di rottura con il passato.
Abbiamo grandi aspirazioni, ma in questi anni abbiamo dimostrato che siamo sicuramente un azienda all’altezza della situazione, sarà una bella sfida raggiungere questi nuovi obiettivi!
E non ci resta che salutare Nir Moscovich ed augurargli un grande in bocca al lupo per questi suoi magnifici grandi progetti per Berta Bridal.
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Times flies in these days and the Milano Berta Bridal trunk show passed away at god speed. I still remember everything and I still have in my eyes the adorable models catwalking with these fantastic clothes. We had the opportunity to meet the Ceo: Nir Moscovic.

Before unveil the question that we asked to Nir, I would like to tell you some info about the company and the relevant backstage of this charismatic character.

Berta brand was founded in 2004 in Israel from the designer Berta Balilti, who stepped in the international market in the 2013.

In few years it became a world wide reality. First of all it conquered the social media sphere, seizeing the attention of the international fashion, editors, bloggers and influencer that fell in love for Berta haute couture collection.

Berta Balilti is the only designer of the maison, with a degree in fashion at the Shenkar College. Berta has a style d’avant gard, her style is sexy, modern and aggressive with a modern use of fabrics and technics from the past and retro details. She doesn’t only design all the collection but she supervise each single step of the production. Today the brand is well estabilished in more than 100 elite boutique. Berta is recognized as one of the top bridal and evening clothes in the world.

As I anticipated we met NIR MOSCOVICH, Berta Bridal commercial director, we asked some question to know him better.

 Most probably your fan in all the world know more than me about you. However I would like to know more about your profesionality in Berta and how you got close to your actual job position.

I got a Bachelor as legal and I’m a lover of Hi-tech world, I got closer to the company when it was still a small artisanal company, well known but with local clients.

I married Hila, the daughter of BERTA designer so I got inside the company.

It was me that started the internationalization process that sees today Berta as one of the world wide brand in the wedding industry sector, with a fabric quality and design unique: we attended the New York Bridal Week for the first time in 2013 and it was a great success. I build the branch focused on the international network step by step: from the social strategies to the marketing, from production to the distribution till the logistic.

My job was to alleviate the designer from all the stress that could affect her creative job. Because we are a family company all the key decisions are taken by me and the designer, but obviously we have fantastic collaborators, so far they are approximately 100, that manager the day by day details of production, management, social media etc..

 I noticed that all your collections have materials and inspirations always new and different, regarding the creative side can you tell us how the market affect the designer creativity?

Of course I’m used to report to Berta every piece of data about how the collection are performing, which are the bride request and which are the best seller dress.

I do not participate in the creative process a part the commercial report, so my part in the process is almost insignificant, each new collection it is always a surprise.

In many interviews Berta speaks about the company as a big family, where everyone collaborate to the realization of a big project, can you tell us your vision?

We are a family company and for us it is crucial to understand each role in the great “puzzle” that metaphorically constitute our company.

Our style is to see each single person not as a naked role, we care for every one in the same way, every one is a precious resources necessary for our organic growth.

We know that this approach and our hard let our employee to be proud of their job as well: we share with them each success, each pain, each stress, all of us aiming to the common goal.

 What make special your company, compared with the other internazional brand?

Our focus is the product, the clothes of Berta speak for themselves because of the designer talent.

Then our job is to make easy and accessible the promotional, distribution and sales process.

The company trust blindly the quality and the attention embebbed in each cloth.

One of our features is the communication, we have a thin red line with our clients and our costumer care is always actively replying via mail or social to each questions, in real time.

For us it is important that we are not a behemonth just chasing the profit and the market demand, we are an atelier that evolved fast, but that it kept the flexibility, the customare care and the love for the details that nowdays is very hard to find.

If you can compare us to a Parisian haute couture shop, as we have more requests our prices are very good compared with their, and obviously we are not a the mass market producer.

We are the missing ring between the luxury atelier and the big manufacturing company, a new creature, that is named Berta Bridals.

Berta Bridals is one of the most social company in the wedding industry, you are loved by your fans on instragram, twitter, snapchat can you give us further information related to your communication strategies?

It is challenging to speak about our communication strategies, because they change every day and they shape shift in order to match our clients needs.

We usually adapt to our clients and we dialogite with them, we care for them and we reply to every single question.

For us the socials represent the future and they have a primary role in the communication of the company.

The strategy that we enabled is to show our clothes to the world: the cloth is the centrum of our communication.

We try to stay close to the luxury and fasion world, using for our campaign world wide famous models that usually don’t work for wedding industry sector, we seek in any way to valorize always the clothes.

 What is going to happens in the company? I know there are a lot of new project.

We have many projects for the future, one of them just saw the light with the presentation of a new projects of nite clothes that we catwalked in New York.

Our company has clear in mind its identity, we want to continue to to be famous due to our unicity, for our unique product, but we want to bring new styles, one of them is the second line that will be called “Muse by Berta”.

This line will be always designed and produced by Berta but it will have a less glamour style, more sober and more price sensitive (starting from 5.000/6.000 euro) because it will be 30% cheaper compared with the first line.

In the incoming years there will be many news, especially because we are a fast growing company and we have many ides.

If you should think to a company that can offer you some inspiration, which company are you thinking to?

My background is nto from the fashion, I come from Hi-tech, and this affect my answer, because I look at some events that reshaped the history, like Facebook.

Company in the fashion world like Vera Wang, Elie Saab, Monique Lhuillier are for sure inspirational companies, but as company we would like to to bring something new in the market, something that could be a braking point with the past.

We have great aspirations, in these years we demonstrated that we could surely be a company that can face the future, ready for many challenges and ideas.

Thanks Nir Moscovich for your tume and we wish you good luck for these fantastic project with Berta Bridal.

Nir Moscovich Berta Bridal

Berta Bridal

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