Real Wedding 2014: Emanuela & Enrico

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Un matrimonio tutto milanese, una cerimonia civile celebrata a Palazzo Reale e i festeggiamenti in uno dei piu’ celebri hotel del centro, il Four Seasons Hotel Milano. Uno stile molto sobrio ma raffinato fa di questo matrimonio un evento davvero intimo e curato.
E’ veramente con molto affetto che vi mostriamo queste selezionatissime immagini del matrimonio, che Emanuela ha voluto condividere con noi.

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A typical milanese wedding, a civil ceremony held in Palazzo Reale and the celebrations in one of the most ‘famous downtown hotel (Four Seasons Hotel Milan). A very simple but elegant style makes this wedding truly intimate and nice.
It ‘s really with great affection that we show these carefully selected images of marriage, which Emanuela wanted to share with us.

Credits:

Wedding Photographer: Paolo Soave

Wedding Planner: Ti amo Ti sposo

Location: Four Seasons Hotel Milano

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2020: un figlio su 2 fuori dal Matrimonio

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In Italia dove il riconoscimento delle coppie di fatto è ancora un tabù, il dato è assai significativo: tra dieci anni, un bambino su due nascerà da genitori non sposati.

La statistica è stata condotta da Alessandro Rosina, docente di Demografia all’Università Cattolica di Milano. Oggi, i figli nati fuori dal matrimonio in Italia costituiscono il 20% delle nascite, nel 2020 saranno circa la metà. Siamo lontani, tuttavia, dai numeri di altri Paesi europei: in Gran Bretagna, ad esempio, nel 2014 i bambini concepiti da coppie di fatto saranno il 75%.

«Il dato che emerge è che nel 2020 oltre il 50% dei bimbi avrà genitori non sposati. Il cambiamento sarà all’inizio più evidente nelle regioni del Nord, ma entro il 2025 sarà totale anche al Sud», ha spiegato a Repubblica il professor Rosina.

Sposarsi con lo sponsor

gli apripista Natacha e Vincent hanno creato un blog con un anno d’anticipo

Oggi sposi? Sì, ma con lo sponsor

In Francia la nuova tendenza lanciata da alcune coppie per potersi permettere un giorno indimenticabile

gli apripista Natacha e Vincent hanno creato un blog con un anno d’anticipo

Oggi sposi? Sì, ma con lo sponsor

In Francia la nuova tendenza lanciata da alcune coppie per potersi permettere un giorno indimenticabile

Natacha e Vincent salgono le scale del municipio (foto di  Marlon Lussault, dal blog mariage.vvds. fr)
Natacha e Vincent salgono le scale del municipio (foto di Marlon Lussault, dal blog mariage.vvds. fr)

PARIGI – In tempi di crisi, il matrimonio per molte giovani coppie è quasi un miraggio. Colpa dei costi proibitivi, magari sinonimo di debiti. In Francia, però, si è trovata la soluzione. Le nozze diventano un evento, da farsi sponsorizzare. E non da parenti e amici, ma da vere aziende attive del settore. Un fenomeno generazionale, in netta espansione grazie anche a internet, in un paese dove lo sposalizio è in concorrenza diretta con i più agevoli Pacs. Nel 2008, infatti, i «patti civili di solidarietà», sono raddoppiati rispetto all’anno precedente, attestandosi intorno alle 150mila registrazioni. Dal 1999, quando furono introdotti nel diritto francese, sono stati scelti da oltre 400mila coppie. A discapito del matrimonio. Nel 2003, infatti, per ogni Pacs formalizzato si contavano nove unioni tradizionali. Il rapporto è ormai sceso a due Pacs per matrimonio. Tra le ragioni, anche il costo delle nozze. In media, per un matrimonio con un centinaio di invitati si spendono tra i 10 e 15mila euro. Somme irraggiungibili per alcune coppie di giovani, magari precari, che sognano comunque di vivere un giorno indimenticabile.

Lo scorso autunno, però, due francesi della banlieue parigina hanno deciso di aggirare l’ostacolo ispirandosi a quanto accade negli Stati Uniti da una decina d’anni: sponsorizzare il loro matrimonio. Il sogno di Natacha e Vincent è diventato realtà il 20 settembre grazie anche a 13 sponsor che hanno creduto nella scommessa. Il primo passo è stato la creazione di un blog (mariage.vvds.fr), circa un anno prima della fatidica data. Primo tassello di una strategia di comunicazione atipica, ma che ha rapidamente sedotto i media. E’ bastato un servizio su una rete televisiva, incuriosita dall’iniziativa, per attirare i primi partner commerciali. Poi sono arrivati tutti gli altri, per un risparmio di circa cinquemila euro sui 12mila previsti. Natacha e Vincent hanno poi scelto la Sardegna per il viaggio di nozze.

Il loro matrimonio autofinanziato ha ispirato molte altre coppie che sono riuscite a coprire voci di spesa come il vestito da sposa, le candele, il parrucchiere, l’estetista, l’orchestra. Jeff e Julie, di sponsor ne hanno conquistati una quarantina, riducendo ai minimi l’esborso (lilietdoudou28.e-monsite.com). I due futuri sposi si sono conosciuti su internet e la dimestichezza con la rete ha agevolato la ricerca di aziende disposte a sostenerli in cambio di visibilità alternativa e a basso costo, tramite link e soprattutto reportage di tv, giornali locali e siti di informazione, o ancora sotto forma di adesivi ben in vista sull’auto dei fidanzati.

Ma il matrimonio sponsorizzato, avvertono, richiede tempo, dedizione e determinazione per non scoraggiarsi davanti alle inevitabili risposte negative e anche alle critiche di amici e parenti. Per Sylvie e David (leodavidsylvia.over-blog.com), che convoleranno nel 2011, in Francia non c’è ancora la mentalità giusta: «Il matrimonio è considerato qualcosa di intimo». «Alcuni amici – spiega al Parisien Aurore, futura sposa a Strasburgo (marieznous.canalblog.com) – hanno disdetto quando hanno saputo che sponsorizzavamo il matrimonio. Un peccato. C’è anche chi ci ha accusato di svenderci». L’idea invece piace a Jean-Marie Andrès, vicepresidente della Confederazione nazionale delle associazioni delle famiglie cattoliche: «In un’epoca in cui ci si sposa sempre di meno, trovo straordinario il coraggio di queste coppie che anche di fronte a critiche e difficoltà non rinunciano al loro progetto». Aurore, dottoranda che sposerà Alexandre il 22 maggio, intende sfruttare fino in fondo l’esperienza: «La ricerca di sponsor è diventata una sfida che intendo valorizzare anche sul mio curriculum».

Alessandro Grandesso
15 maggio 2010

(tratto dal Corriere della Sera)

http://www.corriere.it/cronache/10_maggio_15/grandesso-matrimoni-sponsorizzati_5f4006ae-6042-11df-b9ba-00144f02aabe.shtml

Nozze senza liti con Wedding Planner

Ho il piacere di condividere con Voi questa notizia di ANSA.IT!

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Gli italiani ricorrerebbero volentieri al professionista delle nozze che ormai in Usa é una figura chiave nei matrimoni

17 aprile, 21:39 di Patrizia Vacalebri

ROMA – Essere belli con un ‘ritocchino’ per il giorno del sì, che dovrebbe essere uno dei più belli nella vita di una coppia. Ma incomprensioni, mancanza di tempo e lo ‘zampino’ dei suoceri, rischiano di stressare i promessi sposi e di avvelenare il giorno delle nozze. Per questo, gli italiani ricorrerebbero volentieri al weddign planner, il professionista delle nozze che ormai in Usa é una figura chiave nei matrimoni. Come è quasi un classico ricorrere al bisturi del chirurgo estetico per liposuzioni e orecchie a sventola da correggere per lui o a seni nuovi e filler miracolosi per lei con il wedding surgery, altra moda made in Usa.

Ma in Italia, soprattutto per quanto riguarda il wedding planner, le cose vanno diversamente a causa del timore di dover affrontare costi troppo elevati e per la resistenza dell’esercito delle mamme ‘organizzatrici’, che pretendono di “fare il meglio e con piacere” per il giorno più bello delle loro figli/e. A rilevare il problema dei futuri sposi è una ricerca condotta dall’agenzia di comunicazione Action Brand, che ha intervistato 1430 italiani, uomini e donne, di cui il 43% già sposati, di età compresa tra i 26 e i 40 anni. Il 27% del campione, tra gli sposati, ha ammesso di essersi stressato durante l’organizzazione delle nozze, mentre il 3% ha indicato nell’invadenza dei suoceri un fattore critico, che ha fatto maturare odio verso i genitori del proprio partner. Per l’8% i problemi organizzativi hanno determinato forti contrasti tra fidanzati, mentre il 5% ha provato il desiderio di ‘mandare tutto a monte’. Insomma, 4 italiani sposati su 10 dicono di aver vissuto i preparativi in maniera problematica. Anche se la maggioranza, 6 su 10, dichiara di essersi divertita. Spesso, poi, per mancanza di tempo si organizzano le nozze chiedendo aiuto a mamme, zie, suoceri, amiche. Ma impossibili da evitare, code all’anagrafe per i documenti, corsi per fidanzati di preparazione alle nozze, scelta bomboniere, fiori, fotografo, musica, eccetera.

Un vero tour de force che fa arrivare al giorno tanto atteso stressati, stanchi. Proprio per evitare i mille problemi organizzativi dell’evento-cerimonia, le coppie di sposi vorrebbero il supporto del wedding planner. L’85% del campione conosce la figura del wedding planner, anche se il 62% non percepisce la sua consulenza come ‘alla portata di tutti’. Il dato è confermato anche dal fatto che solo il 3% degli intervistati si è rivolto a questo consulente per l’organizzazione delle nozze, mentre il 74% ha gestito tutto in autonomia e il 23% si è fatto aiutare da genitori e suoceri. “La figura del wedding planner – spiega Fabio Albanese, presidente di Action Brand- nel nostro Paese non è percepita correttamente, anche se sono sempre di più le coppie che ne usufruiscono. Il 33% del nostro campione intervistato pensa che si tratti di un professionista che opera solo negli Usa, mentre il 29% pensa che si tratti del consulente che aiuta i ricchi. In realtà i costi non superano il 10% del costo totale delle nozze”.

Dai dati emerge anche che il 10% dei non sposati ricorrerebbe all’aiuto del wedding planner, mentre il 47% deciderebbe in base al costo. Il 40% preferirebbe fare da solo, mentre il 3% vorrebbe avvalersi dell’aiuto di genitori e suoceri. Per quanto riguarda la spesa, il 37% degli intervistati sarebbe disposto a pagare solo mille euro per avere aiuto, mentre il 21% ‘investirebbe fino a 2 mila euro. Non sono pochi coloro che arriverebbero a spendere anche 3 mila (13%) o 4 mila euro (10%). Spenderebbe 10 mila euro solo l’8%.

L’Amore: Love Actually

È opinione generale che ormai viviamo in un mondo fatto di odio e avidità, ma io non sono d’accordo. Per me l’amore è dappertutto. Spesso non è particolarmente nobile o degno di note, ma comunque c’è: padri e figli, madri e figlie, mariti e mogli, fidanzati, fidanzate, amici. Quando sono state colpite le Torri Gemelle, per quanto ne so nessuna delle persone che stava per morire ha telefonato per parlare di odio o vendetta, erano tutti messaggi d’amore. Io ho la strana sensazione che se lo cerchi scoprirai che l’amore davvero è dappertutto.