Cosa Scrivere sulle Buste delle Partecipazioni

In passato era la famiglia della futura sposa che scriveva la lista degli invitati, con l’aiuto della famiglia di lui. Oggi, sono i futuri sposi che decidono il numero degli invitati e si occupano delle partecipazioni.

Se siete ligi al galateo le buste devono essere scritte a mano in bella calligrafia, in inchiostro blu o nero e meglio se con una penna stilografica. I nomi e gli indirizzi vanno scritti a destra, sotto il francobollo.

Bisogna assolutamente evitare i titoli professionali, onorifici o di studio, sono leciti unicamente i titoli nobiliari veri e quelli dei militari graduati in carriera.

Le formule per la scrittura dei destinatari sono:

  • Gentilissimo Signor Nome Cognome – per una sola persona;
  • Gentilissimi Signori Nome femminile e Nome maschile e cognome – per le coppia sposate;
  • Gentilissimi Nome Cognome maschile e Nome Cognome femminile – per le coppie di fidanzati;
  • Gentilissimi Nome Cognome e Signora o Gentilissimi Signori Cognome – se non si conosce il nome della moglie;
  • Gentilissima Famiglia Cognome – per tutta la famiglia (sono invitati tutti i componenti). Se invece volete invitare soltanto alcuni membri della famiglia ma volete annunciare le nozze anche agli altri, dovrete spedire due partecipazioni differenti.

Seguire queste piccole regole vi permetterà di evitare fraintendimenti che potrebbero escludere involontariamente persone che realmente desiderate partecipino al matrimonio, e di includere erroneamente persone che non volete invitare.

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Pictures by Bottega53

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Buone Feste a tutti

Per celebrare le feste quest’anno abbiamo deciso di evitare le solite mail e messaggini di auguri, abbiamo voluto regalarvi un momento di tenerezza con un video: Buona Visione!

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To celebrate Christmas holidays we have decided to create a personalized animation video, we hope you will enjoy it!

 

La prima della Scala a Milano: Madama Butterfly

Ci sono cose che vuoi fare da quando sei piccola, ma per qualche “strana” ragione non sono proprio accessibili a tutti. Qualche anno fa ho visto un film che parlava di una “bucket list”, voi sapete cos’è? Io l’ho ben presto scoperto e per chi non è molto pratico di parole inglesi, segnatevelo, perchè è una parola molto bella: è una lista di obiettivi da raggiungere e di cose che vuoi fare, è un bel modo di vivere al massimo la propria vita e non rimandare a domani ciò che puoi fare di bello oggi! Per me è stata una bella parola magica e man mano sto spuntando la mia lista!

Tra i desideri da bambina c’è sempre stato quello di partecipare alla prima del Teatro La Scala di Milano, è uno di quegli eventi che rimangono impressi nelle memorie di noi milanesi: l’opera, gli abiti e quel fermento che ha un po’ il sapore di altri tempi, è la “Prima” della stagione, non un momento qualunque! Alla “Scala” come dice chi qui a Milano c’è nato, ci sono stata diverse volte, ho persino avuto l’occasione di vedere la Giselle, un balletto che ho amato alla follia, ma alla “Prima”, ho avuto occasione di andarci solo quest’anno. Un invito che non mi sarei mai aspettata, mesi prima e un opera di Puccini che mi aveva tanto incuriosito da piccola perchè era stata un po’ osteggiata dal pubblico, che non è stata capita subito, ma che io ho molto amato: Madama Butterfly.

Pensate che la prima della “Butterfly” di Giacomo Puccini alla Scala di Milano fu un vero e proprio fiasco, complice la situazione storica degli inizi del ‘900. Pensare che le note sono cosi celebri che persino chi non è appassionato le conosce senza saperlo!

Vi do un po’ di informazioni sulla trama dell’opera cosi capirete perchè tante donne amano questa tragedia. Considerate che Puccini non era mai stato in oriente e quando scrisse l’opera si fece aiutare da un’attrice giapponese molto nota, per inserire tutti i dettagli e perchè voleva sembrasse una storia vera. L’intera opera è ambientata in giappone all’inizio del XX secolo a Nagasaki. Pinkerton, ufficiale della marina degli Stati Uniti, decide di sposarsi, secondo le usanze locali con una geisha di quindici anni Butterfly (Cho Cho-san), acquisendo così il diritto di ripudiare la moglie anche dopo un mese. Cosi avviene, e Pinkerton ritorna in patria abbandonando la giovanissima sposa. La ragazza tenace e innamorata, pur struggendosi nella lunga attesa accanto al bimbo nato da quelle nozze, continua a ripetere a tutti la sua incrollabile fiducia nel ritorno dell’amato. Pinkerton infatti ritorna dopo tre anni, ma non da solo: accompagnato da una giovane donna, da lui sposata regolarmente negli Stati Uniti, è venuto a prendersi il bambino, della cui esistenza è stato messo al corrente dal console Sharpless, per portarlo con sé in patria ed educarlo secondo gli usi occidentali. Soltanto di fronte all’evidenza dei fatti Butterfly comprende: la sua grande illusione, la felicità sognata accanto all’uomo amato, è svanita del tutto. Decide quindi di scomparire dalla scena del mondo, senza clamore; dopo aver bendato il figlio,  nella struggente e drammatica scena finale, si colpisce al collo con un coltello. Pinkerton si fionda nella stanza di Butterfly per chiederle scusa ma è troppo tardi e trova Butterfly ormai morta, mentre il bambino, bendato, gioca con una bambola e una bandierina americana, ignaro di tutto.

La storia è una vera e propria tragedia, forse anche un po’ moderna, ma l’amore di questa ragazza e la sua ingenuità mi avevano profondamente colpito, se poi pensate che il palco del Teatro la scala è stato allestito, come vuole la tradizione, con una scenografia davvero suggestiva, beh capite perchè sono davvero felice di aver suggellato la mia “Prima” con la “Butterfly”. Colori, costumi, sembrava di essere in giappone, un atmosfera meravigliosa e..devo dire un immenso grazie alla mia amica Olivia per avermi voluta con lei a questo evento!

Cosa aspettate a scrivere la vostra “Bucket list”? Io la mia l’ho scritta e la sto spuntando, con tanto di prove fotografiche! Aspetto gennaio per raccontarvi del mio viaggio in Australia!

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There many dreams to realize when you are a child, but for some “strange” reason are not really accessible to everyone! A few years ago I saw a film about a “bucket list”, I never heard this word before but it is a really important one, do you know what is aBucket list?  It really simple it is a list of objectives to be achieved and things you want to do in your life, it’s a nice way to remember to make your dreams come true! It’s like a magic word and of course I have made immediately my bucket list!

Between desires as a milanese child  I have always wanted to join at the event of the “First of the Teatro La Scala in Milan”, it is one of those events that remain etched in the memories of us in Milan: the opera, the faboulos clothes and the ferment that has a little ‘ the flavor of old times, is the “first” of the season, one of the most historical and important event in Italy! At the “Scala” as we usually say in Milan, I have been there several times, I even had the chance to see the ballet “Giselle” with Roberto Bolle, but the “First”is a wonderful occasion! It happened that I received an invitation that I never expected from a close friend, this year the opera was Madama Butterfly, one of my favourite Opera written by Giacomo Puccini!!!! I was really shocked.

Puccini wrote five versions of the opera. The original two-act version, which was presented at the world premiere at La Scala Theatre on 17 February 1904, was withdrawn after the disastrous premiere.

In 1904, a U.S. Naval officer named Pinkerton rents a house on a hill in Nagasaki, Japan, for himself and his soon-to-be wife, “Butterfly”. Her real name is “butterfly”. She is a 15-year-old Japanese girl whom he is marrying for convenience, since he intends to leave her once he finds a proper American wife, and since Japanese divorce laws are very lax. Three years later, Butterfly is still waiting for Pinkerton to return, as he had left shortly after their wedding. Her maid Suzuki keeps trying to convince her that he is not coming back, but Butterfly will not listen to her. Goro, the marriage broker who arranged her marriage, keeps trying to marry her off again, but she won’t listen to him either. The American Consul, Sharpless, comes to the house with a letter which he has received from Pinkerton which asks him to break some news to Butterfly: that Pinkerton is coming back to Japan, but Sharpless cannot bring himself to finish it because Butterfly becomes very excited to hear that Pinkerton is coming back. Sharpless asks Butterfly what she would do if Pinkerton were not to return. She then reveals that she gave birth to Pinkerton’s son after he had left and asks Sharpless to tell him.

Suzuki wakes up in the morning and Butterfly finally falls asleep. Sharpless and Pinkerton arrive at the house, along with Pinkerton’s new American wife, Kate. They have come because Kate has agreed to raise the child. But, as Pinkerton sees how Butterfly has decorated the house for his return, he realizes he has made a huge mistake. He admits that he is a coward and cannot face her, leaving Suzuki, Sharpless and Kate to break the news to Butterfly. Agreeing to give up her child if Pinkerton comes himself to see her, she then prays to statues of her ancestral gods, says goodbye to her son, and blindfolds him. She places a small American flag in his hands and goes behind a screen, cutting her throat with her father’s knife. Pinkerton rushes in, but he is too late, and Butterfly dies.

The story triggers ideas about cultural and sexual imperialism for people far removed from the opera house, and film, Broadway, and popular culture in general have riffed endlessly on it. The lyric beauty of Puccini’s score, especially the music for the thoroughly believable lead role, has made Butterfly timeless. Colors, costumes, it seemed to be in Japan, a wonderful atmosphere! My dream was to be there and the 7th december 2016 I took the “first of La Scala” out of my bucket list as “checked”!!! A great thank you to my friend Olivia for this great gift!


What are you waiting to write your “Bucket list”? Mine in this months has become a little shorter as I’m trying to make my dreams come tru!

madama butterfly prima del teatro la scala milanomadama butterfly prima del teatro la scala milano

Wedding Breakfast: finalmente in Italia!

chateau montfort milano

Non voglio perdere l’abitudine di condividere con voi gli eventi straordinari che mi stanno accadendo in questo periodo: per questa ragione voglio parlarvi della splendida opportunità che mi ha dato il portale internazionale Zankyou.

Dopo Madrid, Parigi, Barcellona, Lisbona, Città del Messico e Zurigo arriva in italia il Wedding Breakfast, l’esclusivo evento organizzato dal portale internazionale Zankyou in collaborazione con Nataly Olmetti di NOB Eventi.

wedding breakfast zankyou

Ma di che cosa si tratta? Le eccellenze del mondo del Wedding Italiano si incontrano in una cornice che amo molto, il rinomato Hotel Chateau Monfort di Milano, il 28 settembre 2016, una colazione informale nella quale i professionisti del settore avranno modo di incontrarsi, conoscersi e discutere del proprio lavoro faccia a faccia. In un momento dove internet e le relazioni virtuali hanno la meglio, un evento di questo genere è una ventata di aria fresca che puo’ veramente risultare rivoluzionario in questo settore. La collaborazione è il miglior modo per crescere e migliorare, l’incontro di persona è un buon modo per creare relazioni e sinergie uniche! Per questa ragione sono davvero entusiasta di essere stata scelta tra i professionisti degni di nota e di poter partecipare ad un evento cosi innovativo per panorama italiano del wedding.

Onorata di partecipare a questo gruppo di una trentina di eccellenze voglio segnalarvi anche gli altri invitati: i wedding planner Enzo Miccio, Ilaria di le Mille e una nozze, Valeria di La Petite Cocò, Manuela di Agnese sogna Sempre ed Antonella di Matrimonialmente; gli stilisti Antonio Riva, Domo Adami e Simone Marulli. Documenteranno il tutto Morlotti Studio e Nitrato d’Argento, mentre  EcoFattoArt, Elisabetta Cardani e The Flower lab si incaricheranno rispettivamente delle partecipazioni di nozze e degli allestimenti floreali, e il tutto si concluderà in dolcezza con le creazioni di Nana&Nana Cakes. Non potevano mancare le wedding blogger: Francesca di We for Wedding e Chiara di Le Frufrù, la wedding curator Anna di The Wedding Enterprise, la look maker Francesca di Beyoutyme e Nicoletta Bucci e Caterina Verri di Green and Glam saranno con  noi per documentare la mattinata.

Un occasione che ci darà modo di confrontare le nostre idee per la prossima stagione Bridal, degustando una raffinata colazione gentilmente preparata per noi dallo chef Andrea Asoli, premiato con la stella Michelin nel 2015, presso il Lounge Bar Mezzanotte

Ma quali sono le attività che si terranno, eccovene un assaggio?

  • la presentazione dell’Hotel Château Monfort con un sopralluogo degli spazi più romantici, e delle 5 Wedding Destination del gruppo Planetaria
  • una presentazione del progetto di consulenza sul wedding tenuto da Nataly Olmetti di NOB Eventi
  • una chiacchierata con Enrica Ponzellini, direttore di Vogue Sposa, sul mondo della sposa nell’editoria in Italia
  • una breve dimostrazione di make up da parte dell’Academia BSI di Anna del Prete e Diego Dalla Palma;
  • una chiacchierata con il celebre chef Ernst Knam sui suoi prossimi progetti ;
  • la presentazione da parte della wedding planner Giorgia Fantin Borghi del suo nuovo programma TV ‘La Sposa più bella’;
  • una breve presentazione sulle tendenze dei bouquet per la sposa 2017 con Elisabetta Cardani;
  • Cosa vogliono gli sposi? Una tavola rotonda moderata da Lucia, wedding planner di Confetti a Colazione, che vedrà coinvolti i partecipanti in una discussione sulle esigenze wedding in Italia oggi, rispondendo a domande poste direttamente dai futuri sposi

Tra i media partner ufficiali, Vogue Sposa e Donna & Sposa.

INGRESSO SU INVITO: l’evento NON è aperto al pubblico. Potrete seguire gli aggiornamenti sui social in Facebook ed Instagram.com/zankyou_matrimonio grazie agli hashtag:

#weddingbreakfastclub
#weddingbreakfastmilano
#zankyou

London Calling: David Fielden HQ

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Ci sono voluti mesi per trovarmi nuovamente qui davanti al pc a scrivere sul Blog. Siamo ancora in piena stagione ed è già iniziata la ricerca delle coppie 2017, per cui in agenzia siamo impegnati a realizzare i progetti 2016 e a crearne di nuovi per l’anno prossimo.

Voglio parlarvi della mia trasferta londinese di luglio, della settimana che mi sono ritagliata per andare a Londra e rifocillarmi di energia e creatività. Amando tantissimo questa città e avendoci trascorso diverso tempo in gioventù (da adolescente era la mia meta dei sogni..poi crescendo erò piu’ a Londra che in Italia ed ho rischiato un paio di volte di trasferirmici!), ho pensato che un salto a metà stagione era il modo migliore per ricaricarmi e trovare ispirazione per i miei matrimoni.

Quest’inverno avevo avuto l’opportunità di vedere una sfilata di David Fielden e di presentare un loro Trunk Show a Milano, la curiosità mi contraddistingue e secondo voi potevo andare a Londra e non intrufolarmi nel loro headquarter in Chelsea? Chi mi conosce non avrebbe dubbi sulla risposta, per chi mi legge per la prima volta confesso che sono terribilmente curiosa e mi piace conoscere meglio i retroscena dell’immagine delle aziende e dei miei fornitori.

Non sono piombata al 241 di Fulham Road cosi senza preavviso, in fondo è sempre meglio avvisare del proprio arrivo, in inghilterra è proprio un gesto di cortesia necessario, in fondo avevo conosciuto il loro direttore commerciale, Walter K., solo qualche mese prima e nonostante sia una persona super alla mano e molto disponibile non era il caso di fare imboscate! Per cui prendo appuntamento per visionare la nuova collezione e mi reco puntuale al meeting.

La sede di David Fielden si trova in uno dei piu’ bei quartieri di Londra, un intera palazzina dedicata alle collezioni e agli uffici del celebre brand. Senza la minima aspettativa (le aspettative basse lasciano spazio a fantastiche sorprese!) ho citofonato e Marco mi ha aperto con uno splendido sorriso, un ottimo inizio direi!

Walter K. era impegnato per cui Marco ci ha accompagnati al piano dove è custodita la collezione 2017. Qui si apre un immensa parentesi dove ho potuto constatare personalmente che i materiali, i pizzi e gli abiti nel loro complesso hanno una leggerezza e morbidezza mai visti. Sofisticata e un po’ Boho la sposa di David Fielden è una sposa raffinata che solitamente ama il vintage e la delicatezza dei pizzi. Si muove leggera e un po’ bucolica, ma riesce ad essere comunque una donna moderna.

Estasiata da questo incontro con cotanta bellezza, la vera sorpresa è stata trovarmi davanti allo stilista in persona che, incuriosito dalla mia visita ha dedicato un po’ di tempo a me e alle mie numerose idee riguardanti il nostro settore. Dire che è stato “incredibile” è poco, il potersi confrontare con uno dei designer piu’ noti al mondo del mondo del bridal design è stata un esperienza unica ed emozionante. L’accoglienza calda e rassicurante dei collaboratori di Fielden mi ha fatto sentire a casa, cosi come vorrei si sentissero le mie clienti in visita qui.

Non solo un atelier, ma un design studio dove lo stilista è in grado di rendere realizzabili i sogni delle spose piu’ esigenti.

Ritornerò presto a Londra per una visita autunnale e non marcherò di fare un salto qui per vedere le ultimissime novità anche degli evening dress.

Se per lavoro o svago vi trovate nel Chelsea a Londra, tenete presente il 241 di Fulham Road, sarebbe carino sapere se anche voi vi siete trovati cosi bene in visita al headquarter di David Fielden.

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I’m so sorry that I’ve been writing on my blog for months. We are still in wedding full season and has already begun with new couples who will get married in 2017. In this moment of the year the agency is committed to carry out the last wedding projects 2016 and to create new ones for next year.

I would like to share with you tmy trip to London in late July: I run away to London to  refresh my creativity and “recharge my batteries”, I really need it. Loving so much this city and having spent so much time in youth there (as a teenager was my goal to move to London and twice in my life I had the opportunity to move there, but at the age of 37, I still live in Milan).
This winter I had the opportunity to see the italian David Fielden bridal show in Milan and to present their Trunk Show, I’m a really curious woman and I could’t help to visit their headquarters in Chelsea.


David Fielden’s headquarter is located in one of the most ‘beautiful areas of London, an entire building devoted to the collections and to the offices of the famous brand. Without any expectations (low expectations give way to fantastic surprises!) I met David Fielden’s team Marco and Walter K., they have been fantastic: they told me everything about the new collection and showed me all the new bridal dresses.
The dresses I saw were stunning: soft, light, and exclusive materials, luxury laces, and innovative design . David Fielden’s bride is internationally renowned as modern, elegant and feminine with interesting cuts, shapes and styles.Enraptured by the beauty of all these bridal dresses, the real surprise was being in front of the designer himself, who, intrigued by my visit has devoted a bit ‘of time to me and to my many ideas concerning our industry. It was simply “amazing”, it has been a unique and exciting experience. The welcoming atmospher that you can breath in David Fielden atelier make you feel at home and his employees are very nice.

Not just a showroom, but a design studio where the designer is able to make achievable the dreams of most ‘demanding brides.

I will return soon to London for an autumn visit and for sure I will pay a visit to the Shop to see the latest also on evening dresses.

Whether for business or leisure you are in Chelsea in London, note the 241 Fulham Road, it’d be nice to know if you also enjoied the visit to the David Fielden’s headquarters.

 Picture by Andrea Pinacci

David Fielden London Headquarter
David Fielden London Headquarter
David Fielden London Bridal collection 2016/2017
David Fielden London Bridal collection 2016/2017

david fielden london headquarter chelsea

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Quanto si spende per un matrimonio in Italia?

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Guest post by Simona Spinola

Ce lo svela uno studio condotto da Zankyou

Con l’inizio di giungo, l’alta stagione dei matrimoni sta ufficialmente per iniziare, e con lei un’epoca di festeggiamenti, regali, foto, abiti eleganti, baci, amore, e… soldi. Già perché se l’amore non ha prezzo, non si può dire lo stesso per un matrimonio, che suppone un budget non indifferente. Naturalmente esistono matrimoni per tutte le tasche: dai più informali a piedi nudi in riva al mare, ai ricevimenti più sfarzosi celebrati in dimore storiche o hotel di lusso. Ma quanto si spende per un matrimonio in Italia? Il portale Zankyou ha coinvolto i propri utenti in un maxi sondaggio internazionale, con l’obiettivo di individuare come si comportano le coppie di futuri sposi durante l’organizzazione del loro matrimonio.

Hanno risposto oltre 15.000 coppie provenienti dai 20 Paesi in cui Zankyou è presente con il proprio servizio di lista nozze online, tra Europa, America Latina, Stati Uniti e Russia. I dati sono stati raccolti in queste simpatiche inforgrafiche che vi presentiamo di seguito, sperando possano risultare di interesse agli altri fornitori del settore, a futuri sposi ed a curiosi! Tra i dati che più ci hanno colpito, segnaliamo che in Italia il 50% circa delle coppie parla di matrimonio già durante il primo anno di fidanzamento, e l’età media in Italia è di 35 anni gli uomini e 33 le donne, con un paio di anni di ritardo rispetto alla media mondiale. In media in Italia si spende 16.000€ e partecipano 150 invitati circa, con una media di 90 euro per ogni invitato.

Per maggiori dettagli potrete contattare Zankyou Italia a info@zankyou.com

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The answer in a study by Zankyou

With the beginning of June, the high wedding season is officially about to begin, and with it an era of festivities, gifts, photo, elegant clothes, kissing, love, and … money. Yes, because if love is priceless, you can not say the same for a marriage, which presupposes a considerable budget.

Of course there are weddings for all budgets, from the most informal barefoot by the sea, to the most sumptuous banquet celebrated in historic Villas or luxury hotels. But how much you spend for a wedding in Italy? The Zankyou portal has involved their users in a big international survey, with the aim of identifying how they behave pairs of bride and groom during the organization of their marriage.

More than 15,000 couples had answered to the question, they are from 20 countries (countries where the portal is present its online wedding list service, including Europe, Latin America, USA and Russia). Data were collected and are presented below, the hope is that they may be interesting both to other suppliers in the industryand for future spouses!

Among the data which have hit us, we point out that in Italy about 50% of couples already talk of marriage during the first year of engagement, and the average age in Italy is 35 years for men and 33 women, with a couple of years later than the world average. On average in Italy it spends € 16 000 and about 150 people participating, with an average of 90 euro for each invitee.

For further details you can contact Zankyou Italy to info@zankyou.com

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Papillon su misura? Da oggi puoi!

Con il sopravvento della grande distribuzione è sempre piu’ difficile conservare la propria individualità e il proprio stile, si tende a vestirsi in maniera molto simile. Sapete che invece a me piace moltissimo il mondo degli accessori e dell’abbigliamento e, a costo di girare per mercatini e rovistare per soffitte in Italia e/o all’estero, riesco sempre a trovare qualcosa di speciale. Per noi donne è sicuramente piu’ facile riuscire ad essere originali sempre e comunque, per l’uomo, l’impresa è una vera sfida.

Abbiamo conosciuto Christian Volpini che con la sua linea Papixon realizza papillon realizzati a mano: ogni pezzo è sartoriale ed unico, un accessorio distintivo, adatto alla vita quotidiana e a giornate importanti, come quelle del matrimonio.
Per questa ragione lo abbiamo contattato qualche giorno fa per realizzare dei papillon per un ricevimento di nozze tutto in tema vintage! Con lo sposo abbiamo scelto i tessuti e la forma, abbinando anche in qualche modo il fil rouge del matrimonio ai papillon dei testimoni, un lavoro entusiasmante che renderà ancora piu’ unico il ricevimento.Ma com’è nata l’idea di Christian dei Papixon? Il designer ci racconta che “tutto nasce dalla mia passione per la musica e negli ultimi anni anche per i vinili. Ho pensato subito alla scena musicale mentre realizzavo il primo PapiXon, proprio per voler conferire un’anima a tutti i modelli che creo. Ogni PapiXon si ispira ad un particolare album Rock, Soul, Jazz o Funky o alla copertina di un LP che mi ha suscitato emozioni. Vorrei che i miei papillon non fossero solamente degli oggetti con un valore puramente estetico ma che in ogni modello si percepisse anche un’energia data appunto dalla forza che molti album musicali trasmettono”.

Come spesso accade, le grandi passioni possono essere una grande fonte d’ispirazione per il lavoro e non solo!
Vi aspetto al prossimo articolo, non appena avremo qualcosa di interessante di cui parlarvi!

Ringraziamo Christian Volpini e i suoi Papixon e vi diamo la sua mail per contattarlo:

papixon@libero.it

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With the upper hand of the mass retail it is increasingly difficult to maintain your individuality and your own style, people tend to dress very similar. However You know that  I like very much the world of accessories and clothing, and my speciality it’s to go to visit  flea markets in Italy and / or abroad. In this way I can always find something special.
For women it is certainly more ‘easy to be able to be always original, for man, the business is a real challenge.
We just met a new friend Mr Christian Volpini, who with his Papixon line, produces handmade bow ties: each piece is unique and tailored, a distinctive accessory, suitable for everyday life or for important days, such as ceremonies.
That is why we contacted him a few days ago to make the bow tie for a wedding reception all in vintage theme! With the groom we chose the fabrics and shape, also combining in some way the  bow tie of the witness with the wedding theme. An exciting job that will make the event  even more ‘unique.  But where does Christian found the idea of the Papixon? The designer tells us that “everything comes from my passion for music and in recent years also for vinyls. I immediately thought of the music scene as I realized the first PapiXon, I just want to give a soul to all the models I create. Each PapiXon is inspired by a particular album: Rock, Soul, Jazz or Funky, or the cover of an album that has aroused my emotions. I wish my bow ties were not only items with a purely aesthetic value but in each model I hope you can perceive even an energy, the strength that many music albums convey. ”
As often happens, the great passions can be a great source of inspiration for the work, and not only!
I wait for the next article when we will have something interesting to tell you about!
We thank Christian Volpini and his Papixon and give you his e-mail contact:
papixon@libero.it